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Armi e bagagli

Sfidando il raffreddore occasionale dei nani che, quando si cerca di partire, iniziano a percolare roba gialla dal naso che dopo che non percola più si trasforma in bronchite da bimbi milanesi sfigati, pare proprio che oggi io e Patato riusciremo a trasferire le nostre muscolose terga fuori da Milano.
Naturalmente per giungere a questa decisione l’acqua che è passata sotto i ponti ha variato di colore un centinaio di volte, soprattutto per la volubilità del Patato che ora vuole partire, ora non vuole più, ora dice abbiamo bisogno di una due giorni io e te, ora dice che ci dovremmo vergognare dato che appena abbiamo due giorni liberi abbandoniamo i nostri piccoli per andare a fare che? Andare a darci mazzate nei boschi…. ecc ecc
Ad ogni modo, oggi si fa armi e i bagagli e poi si va…. a giocare a Radicofani, al Concilio d’Autunno!
Gh!
Le nostre armi: un martello stile Attila Flagello di Dio (è del Patato che interpreterà un barbaro che si chiama Adda), una sciabola e un pugnale (miei, che, invece, sono Nora, una nobile pirata siciliana d’altri tempi).
Le foto le possono solo vedere i miei amici di Facebook, tiè.
Nel frattempo, se non avete capito una cippa di quello che io e il Pata andiamo a fare, andate a curiosare qui: www.grvitalia.net
Ci si risente al ritorno!

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Presentazioni, habitat e quello che mi viene per iniziare

In questo blog leggerete di molti personaggi. Vi presenterò in questo post il kit-base, cioè, quelli che vivono sotto il mio stesso tetto, abitualmente indicati come “coinquilini“.

1) LaLaiza, detta Codi (Codina: mi acconcio in maniere infantili) cioè io: sono una donna di una certa età in continua evoluzione.

Fino a due anni fa, prima che nascesse la mia seconda figlia, ho lavorato da ufficio stampa discografico, e attualmente da un lato continuo a lavorare nel campo musicale, dall’altro sono scribacchina per varie pubblicazioni e studentessa di psicodramma, un metodo psicoterapeutico, un metodo attivo che utilizza tecniche teatrali. E del teatro amo tutto, tranne andarci. Perché quello che succede dietro le quinte è ben più esaltante di quello che vede il pubblico (da qui la mia grande passione per i giochi di ruolo e il teatro interattivo)

In cosa sono laureata? Psicologia. Molti si chiederanno cosa ci faccia una psicologa alle prese con cantanti, dischi e articoli. E questi molti avrebbero pienamente ragione perché per fare quel che faccio, la laurea in psicologia è tendenzialmente inutile. Sarebbe d’uopo piuttosto essere laureati in pedagogia, visto che l’età mentale delle persone con cui mi ritrovo ad avere a che fare quotidianamente.

Sono mamma di due gnomi, entrambi coinquilini.

2) Psycho, il figlio grande, o il grande figlio, 4 anni e mezzo. Psycho è un elemento esagitato e tendenzialmente psichedelico, irrequieto, intelligente ma umorale, dal fisico atletico ed instancabile, dalla fervida fantasia e dall’innata tendenza a combattere con tutte le sue forze il sonno. Psycho si spegne quando ha fame (fino ad addormentarsi) e gli viene fame quando invece ha sonno. Diciamo che alla nascita non è stato dotato della basilare quanto comune capacità di cogliere i segnali che il suo corpo gli invia. Per il resto è un bambino adorabile e molto divertente.

3) Ova Soda, la figlia piccola, 2 anni e mezzo, chiamata anche Memole da Vale, la mia amica chiavarese o Piedi di porco, dato lo spessore dello strato lipidico dei suoi alluci. Ova è una bambina bellissima, inspiegabilmente bionda con gli occhi azzurri, una principessina delle fiabe. Da sempre basta a se stessa, da sempre dorme soda come un uovo quando ha sonno, mangia come un maiale quando ha fame, frigna solo se viene disturbata o a seguito delle sue numerose e rovinose cadute. La sua bandiera politica è l’anarchia: dà ragione a tutti tanto lei disobbedisce comunque e, ordinatamente, fa solo quello che le pare. Da poco ha scoperto che Psycho non è un androide ma se prova a pestarlo lui accusa e da allora… mazzate!

4) Il Patato (o terzo figlio) è l’uomo che ho sposato. Ingegnere nucleare posapiano dalle manie ecologiche, finché non ha trovato il lavoro che diceva lui, non ha combinato nulla se non trasferirsi a casa mia e mettere radici, così profonde e diffuse che se avessi dovuto sradicarlo (e ci ho provato, credeteci!) la casa sarebbe rimasta divelta.

Oggi però è un asso e io vivo a casa sua, anche se di mio le radici non so metterle.

E nessuno più di lui si intende di pannelli solari, fotovoltaico, termocamini, caldaie a legna e pallets, riscaldamento a pavimento. E quanto li ama! Ne parla con così tanto amore e a lungo che ormai me ne intendo anche io. Scrivetemi se volete una consulenza per il vostro campo fotovoltaico.

5) Settimo Milanese è l’habitat della famiglia. Anche se nella nostra fantasia vediamo un futuro al mare, al lago, sui monti, nei paesi nordici e ci diciamo sempre, l’anno prossimo ce ne andiamo, com’è come non è, siamo sempre lì. Ma il mio sogno, il mio habitat naturale, è e rimarrà a vita Cesano Boscone, meglio conosciuta come Cesano Beach, tra Corsico e TrezzAngeles (Trezzano Sul Naviglio) dove sono nata, a 10 minuti da Settimo. E lì, sì che è un’altra storia…

Ecco, presentazioni fatte e da oggi si inizia.