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Migranti Notturni

Gheddafi chiede 5 miliardi di euro l’anno per essere più efficiente sul controllo delle immigrazioni clandestine

Io mi limito a ricostruire che cosa capita nelle notti più trafficate nelle tratte lettone – lettino – culla – divano – vasca da bagno.

In genere faccio addormentare Psycho e Ova (di solito più esagitati che mai dalle 21 in poi) che solo la lettura di 3 libri di filastrocche di nanna è riuscita a placare mentre il papà lava i piatti.

Dopo diversi colpi di sonno tra la storia di un draghetto, una di un piccolo di balena e una di Winnie The Pooh (che siano tutti maledetti, sono soporiferi solo per me), mi trasferisco nel lettone.

Interminabili rumori nel bagno: Patato sta facendo la sua estenuante toleletta notturna dopo la quale si infilerà nel letto.

A notte fonda apro gli occhi. Nel lettone non c’è traccia del papà che invece si trova a dormire nel letto singolo di Psycho.

I due gnomi malefici sono entrambi nel lettone, invece. Ova Soda è, chiaramente, di traverso e punta i suoi piedi di porco sulla mia faccia.
Psycho non lo vedo neanche: è troppo appiccicato al mio fianco sinistro che, per la mancanza di ossigenazione epidermica, suda copiosamente.

Sposto i piedi di porco, raddrizzo la nana soda e mi riaddormento saporitamente.

Dopo un po’ sento un piede enorme toccare il mio. Riapro gli occhi. Il papà è tornato nel lettone e Ova Soda non c’è più. Il papà l’avrà messa nella sua culla.
Finalmente si respira! E si riuscirà a dormire!

Mi riaddormento ma manca poco e mi sveglio di nuovo, storta, con un mal di collo tremendo: il motivo è che è tornata Ova, da sola. Deve aver scavalcato la sponda del suo lettino da ova e deve essere salita da sola sul lettone piazzando un ginocchio morbido e puntuto al contempo tra il mio sterno e la giugulare.

Da qui la mia decisione di trasferirmi nel letto singolo di Psycho, ancora caldo di Patato.

Mi riaddormento.
Mi sveglio dopo un bel po’, sudata e confusa, tra il sogno e la realtà.
Appiccicato a me c’è ancora Psycho che dal lettone ha pensato di raggiungermi nell’angusto letto singolo che, di norma, dovrebbe essere il suo giaciglio.

Eccheccaz… sembra che sia legato a me da un filo, non mi posso muovere che lui, zac, arriva ad appiccicarsi. Che balle!

Mi giro, mi rigiro… niente! Non riesco a dormire e quando non dormo inizio a starnutire.
Fruscìo dalla stanza matrimoniale: Ova, svegliata dai rumori, si agita.
Una vocina delicata quanto quella di una cornacchia si fa sentire nel silenzio notturno: “Mamma? Mamma?”

Scende dal lettone, la sento, sento i piedi di porco pesanti sul pavimento, passo dopo passo, appare sull’uscio della cameretta e si tuffa nella mischia, da noi.
Trovo un modo di adagiarmi tra i due che si addormentano seduta stante. Ova contro il muro, avvolta dal lenzuolo, io in mezzo e Psycho di lato in bilico sul baratro (è pur sempre un letto singolo).

Quando i respirini si fanno belli pesanti, felice del risultato, mi sfilo dal letto e torno nel lettone, accanto a quello sconosciuto che un tempo era il mio unico compagno delle ore notturne. Lo guardo dormire: carino però! Gli chiederò il numero di telefono…

Fuori è ancora buio, si può dormire ancora un po’.
Sogno di essere al mare spiaggia, sole, caldo, acqua! Ma quanto caldo, quanto! Fa così caldo che ho il fianco sinistro tutto sudato! Quanto caldo! Il mio fianco sinistro è sudatissimo anzi, sono dentro il mare sto nuotando, che bello! Che sole! Nuoto, nuoto nuoto…. nuoto…. oto… to… to… co… co… Psycho??? Ancora qui sei???

Basta, sono le 7 del mattino, 6 ore le ho… ehm… dormite. Mi alzo.
Tempo due secondi e quattro piedi piccolissimi cominciano a pestare sul pavimento.

Mi giro, sono già in cucina.
Un paio sono piedi di porco. Gli altri due sono piedi di bambino di 4 anni suonati, sembrano piedi di un animale tipo un tigrotto.

Via, mettiamo su il latte, è ora di partire con la giornata

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