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Festa profana

Dato che le sfortune e le fortune personali dipendono proprio dagli anni che andiamo ad attraversare in modo diverso per ognuno di noi, l’augurio che mi faccio e vi faccio per il 2014 che sta per arrivare, non è assolutamente spirituale ma è materiale e soprattutto sociale e indirizzato a tutti coloro che leggono. Non parla di serenità ma di realizzazione, di lotta, di costruzione e mantenimento.

Mi, vi auguro che nel prossimo 2014 ci svegliamo tutti dal torpore e dall’ignoranza.

Auguro per tutti noi l’uscita dall’angolo dell’esclusione della vita sociale e politica dove ho la sensazione ci abbiano chiuso.

Auguro a tutti la forza di realizzare, costruire, far valere la propria idea, collaborare con gli altri perché l’unione tra le persone genera una forza che riesce a cambiare tutto.

Che tutti possano cominciare a godere del Made In Italy e del Km 0.

Auguro a Greenpeace di vincere tutte le sue lotte e ad AMREF di costruire tanti pozzi.

Auguro al mondo l’abbandono del consumismo e la scomparsa dell’usa e getta.

Auguro case, oggetti, utensili, lavoro, cibo e per stasera, stelline scintillanti in una leggera ubriachezza.

Buona festa!

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Pirati, roba da femmine

– Psycho ti piace l’albero di Natale che abbiamo fatto?

– Sì! Mamma! Che bello! Ebbiva Ebbiva! Orha scrhiviamo la letterhina a Babbo Natale.

– Uhm…Psycho, lo sai che Babbo Natale costruisce i suoi giochi di legno con i folletti, lassù in Finlandia e ti porta quello che capita, a seconda se sei stato buono o no…

– No, mamma, io voglio scrhiverhe la letterhina quest’anno, come i miei amici.

Ci siamo… inizia lo scontro della cultura casalinga con la cultura del mondo fuori. Non è bastato buttare fuori casa a calci la tv. Del resto non potevo non metterlo in conto, non posso fare di mio figlio un disadattato… un minimo devo compromettermi. Ho usato pannolini lavabili per entrambi, il latte è quello della fattoria per non usare le bottiglie di plastica e creare rifiuti, le uova le prendiamo dalle galline, il detersivo è 100% biodegradabile così come riutilizzabile il contenitore con il refiller, mangiamo biologico, li vesto con abiti di seconda mano per non alimentare i consumismo… sulla letterina posso anche cedere…

– Va bene, dai, prendo il foglio, il pennarello e scriviamo!

– Perhò, mamma… io quest’anno voglio un gioco da maschio! Ma da maschio maschio!

– Psycho, amore, anche l’anno scorso Babbo Natale ti ha portato un regalo da maschio. Non abbiamo scritto la letterina perché abbiamo deciso di fidarci di lui e lui ti ha portato un gioco bellissimo, la nave dei pirati in legno! Quella nave a Babbo Natale è costata un lunghissimissimo viaggio, è andato a comprarla dalle mamme del Guatemala che così hanno lavorato e hanno dato da mangiare ai loro bambini, invece che dare soldi agli imperi delle multinazionali del giocattolo, che possano crepare tutti tra mille sofferenze, bastardi, che fanno lavorare i bambini cinesi e li sottopagano e inquinano: carbone, petrolio, plastica, deviano i fiumi e fanno rimanere senza acqua interi villaggi, li mortacci loro, li farei saltare in aria e le aziende investono lì perché costa meno… e ci credo! Norme ecologiche inesistenti… Hai capito Psycho amore di mamma tua? Noi non possiamo alimentare quel mercato, va contro gli ideali miei e di tuo padre.

Pausa, lunghissima, di elaborazione dati in cui mi pare di sentire le rotelle metalliche del cervello del bambino andare a tutta potenza.

– Sì perhò con la nave dei pirhati orha ci gioca di più Ova quindi è un regalo da femmine

– No, tesoruccio, la nave dei pirati è comunque tua, è stato un regalo che Babbo Natale ha portato a te, poi, anche se sei gentile e ci fai giocare tua sorella, non è detto che sia sua, quello è un gioco tuo, Ova ha ricevuto gli animaletti marini di stoffa dell’Equador!

– Sì perhò c’è la sirhena, la sirhena è femmina.

– C’è la sirena ma c’è anche il marinaio e il capitano, il pappagallo, il tesoro, la bandiera con il teschio, con quella nave ci andrei in capo al mondo, io!

– Eh… tu, mamma! Quando ti travesti, tu fai la pirhata (vd I personaggi di questa storia), non il papà, il papà non fa il pirhata, quindi la nave dei pirhati è un regalo da femmine.

Pausa, lunghissima, di elaborazione dati, stavolta mia. Che modello femminile sto dando a questo figlio?

– Va bene Psycho, mi arrendo. Ora scriviamo ‘sta benedetta letterina, tu parli e io la scrivo, va bene?

– Sì, mamma.

“Caro Babbo Natale,

Come stai? Io bene e anche la mia sorellina. E anche la mamma, il Patatino, anche i nonni Robertini e i nonni Ettorini e anche la Zia Valeria e anche Fatima e Stefania.

Dato che tutto quest’anno sono stato abbastanza buono, per questo Natale vorrei un regalo abbastanza bello. Lo vorrei mostruoso e dopo mostruosissimo. Io vorrei quel giocattolo che vedo quando guardo la televisione dalla nonna, che c’è quello verde che lanci la macchina e dopo arriva nell’acqua e dopo ruggisce il teschio. Se non trovi questo, mi compri un regalo mostruoso come un drago normale, dei giochi normali e non di legno come quelli che fai tu con i folletti.

Anzi, se non trovi quello mi regali un drago che si apre e un Bakugan.

Mi raccomando, ricordati di portare i regali anche ai bambini cinesi che lavorano.

Otit”

Che faccio? Mi arrendo? Dove trovo il gioco che lanci la macchina e va nell’acqua e poi il teschio ruggisce?