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Quartiere Tessera 20 10 2010

Mi piace molto il quartiere di case popolari dove c’è l’ambulatorio.

Mi piace perché i vecchi sono tutti siciliani, calabresi, napoletani e pugliesi e non parlano italiano.

Mi piace perché i giovani sono tutti nordafricani o moldavi o indiani e parlano italiano meglio dei vecchi.

Mi piace che quando diventano troppo invadenti li devo sgridare, li devo spostare fisicamente nella sala d’attesa, se no girano come nugoli di api impazzite intorno alla mia scrivania.

Mi piace che quando tornano troppe volte e dico loro, acida: “Ora fuori e non voglio vedervi più per almeno due settimane!”, non se la prendono e anzi, ridono dicendomi che sono simpatica e che auguro loro buona salute… e comunque non escono, restano lì a chiacchierare con gli altri in coda, creando confusione.

Mi piace che i primi giorni che ero lì pensavano tutti di fregarmi.

Mi piace perché fanno quello che pare a loro, sono indomiti, anarchici, strafottenti.

Mi piace quel quartiere perché quando le persone che ci abitano entrano in ambulatorio, è una festa o una rissa. Si conoscono tutti: 1.500 pazienti in 3 palazzi bianchi (in origine), ora grigi per lo smog. E poi qualcuno ha pensato di disegnarci sopra delle onde colorate… e quando vivi sulle onde, sei socievole, per forza, perché ti aggrappi agli altri, perché non hai terra ferma sotto i piedi, perché vivi con il terremoto dentro e la tua casa non ha più muri.

Mi piace perché i vecchi si vanno a comprare le medicine a turno e le comprano per tutti i vicini di casa… ma quando devono ritirarne la ricetta, si rendono conto che non si ricordano il cognome dei loro amici.

Mi piace da matti, quel quartiere, con i palazzi stretti stretti, vicini in modo soffocante, ossessivamente simili, infilzati in spiedi di strade.

Caserme che sembrano prigioni ma sono più libere di una qualsiasi villa in Brianza…

Mi piace perché quel quartiere è un’unica, immensa casa, tutt’uno con le vie, la farmacia, la latteria, la posta, le persone che passano per le strade. Anche io ne sono parte viva, quando sono lì.

Mi piace perché un giorno qualcuno ci ha costruito un teatro piccolo piccolo e io sono certa che un giorno lo userò per lavoro, perché da quel quartiere, ora che ne sono parte, non mi voglio separare più.

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Presentazioni, habitat e quello che mi viene per iniziare

In questo blog leggerete di molti personaggi. Vi presenterò in questo post il kit-base, cioè, quelli che vivono sotto il mio stesso tetto, abitualmente indicati come “coinquilini“.

1) LaLaiza, detta Codi (Codina: mi acconcio in maniere infantili) cioè io: sono una donna di una certa età in continua evoluzione.

Fino a due anni fa, prima che nascesse la mia seconda figlia, ho lavorato da ufficio stampa discografico, e attualmente da un lato continuo a lavorare nel campo musicale, dall’altro sono scribacchina per varie pubblicazioni e studentessa di psicodramma, un metodo psicoterapeutico, un metodo attivo che utilizza tecniche teatrali. E del teatro amo tutto, tranne andarci. Perché quello che succede dietro le quinte è ben più esaltante di quello che vede il pubblico (da qui la mia grande passione per i giochi di ruolo e il teatro interattivo)

In cosa sono laureata? Psicologia. Molti si chiederanno cosa ci faccia una psicologa alle prese con cantanti, dischi e articoli. E questi molti avrebbero pienamente ragione perché per fare quel che faccio, la laurea in psicologia è tendenzialmente inutile. Sarebbe d’uopo piuttosto essere laureati in pedagogia, visto che l’età mentale delle persone con cui mi ritrovo ad avere a che fare quotidianamente.

Sono mamma di due gnomi, entrambi coinquilini.

2) Psycho, il figlio grande, o il grande figlio, 4 anni e mezzo. Psycho è un elemento esagitato e tendenzialmente psichedelico, irrequieto, intelligente ma umorale, dal fisico atletico ed instancabile, dalla fervida fantasia e dall’innata tendenza a combattere con tutte le sue forze il sonno. Psycho si spegne quando ha fame (fino ad addormentarsi) e gli viene fame quando invece ha sonno. Diciamo che alla nascita non è stato dotato della basilare quanto comune capacità di cogliere i segnali che il suo corpo gli invia. Per il resto è un bambino adorabile e molto divertente.

3) Ova Soda, la figlia piccola, 2 anni e mezzo, chiamata anche Memole da Vale, la mia amica chiavarese o Piedi di porco, dato lo spessore dello strato lipidico dei suoi alluci. Ova è una bambina bellissima, inspiegabilmente bionda con gli occhi azzurri, una principessina delle fiabe. Da sempre basta a se stessa, da sempre dorme soda come un uovo quando ha sonno, mangia come un maiale quando ha fame, frigna solo se viene disturbata o a seguito delle sue numerose e rovinose cadute. La sua bandiera politica è l’anarchia: dà ragione a tutti tanto lei disobbedisce comunque e, ordinatamente, fa solo quello che le pare. Da poco ha scoperto che Psycho non è un androide ma se prova a pestarlo lui accusa e da allora… mazzate!

4) Il Patato (o terzo figlio) è l’uomo che ho sposato. Ingegnere nucleare posapiano dalle manie ecologiche, finché non ha trovato il lavoro che diceva lui, non ha combinato nulla se non trasferirsi a casa mia e mettere radici, così profonde e diffuse che se avessi dovuto sradicarlo (e ci ho provato, credeteci!) la casa sarebbe rimasta divelta.

Oggi però è un asso e io vivo a casa sua, anche se di mio le radici non so metterle.

E nessuno più di lui si intende di pannelli solari, fotovoltaico, termocamini, caldaie a legna e pallets, riscaldamento a pavimento. E quanto li ama! Ne parla con così tanto amore e a lungo che ormai me ne intendo anche io. Scrivetemi se volete una consulenza per il vostro campo fotovoltaico.

5) Settimo Milanese è l’habitat della famiglia. Anche se nella nostra fantasia vediamo un futuro al mare, al lago, sui monti, nei paesi nordici e ci diciamo sempre, l’anno prossimo ce ne andiamo, com’è come non è, siamo sempre lì. Ma il mio sogno, il mio habitat naturale, è e rimarrà a vita Cesano Boscone, meglio conosciuta come Cesano Beach, tra Corsico e TrezzAngeles (Trezzano Sul Naviglio) dove sono nata, a 10 minuti da Settimo. E lì, sì che è un’altra storia…

Ecco, presentazioni fatte e da oggi si inizia.