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Il ritorno e il trasloco nella cascina fantasma

Sto sgocciolando i secondi per scrivere questo post. Ci siamo lasciati con Dr House, riprendiamo con un miglioramento paterno, la sua dimissione, una diagnosi che… bah… che sarà (dicono una nefrite cronica…) e i lavori per il trasloco di casa che iniziano.

Ebbene sì, ci si trasferisce e ci si allontana di ben 3 Km da Milano!

Da Settimo andiamo nella ridente cittadina di Cornaredo.

Abbiamo trovato tempo fa una cascina in ristrutturazione davvero bella e abbiamo deciso di prenderne un pezzettino.

Forse l’ho già detto ma me lo continuo a raccontare: le coppie in genere si incontrano, si innamorano, progettano il matrimonio, comprano casa, si sposano programmando il matrimonio un anno prima/due anni prima, fanno figli…

Noi che siamo furbi come bradipi durante il pisolino pomeridiano, invece, prima abbiamo deciso di fare un figlio, poi siamo andati a vivere insieme, ci siamo sposati senza organizzare una cippa, prima in chiesa in segreto e poi facendo una grigliata al Bosco in Città e facendoci sposare dai due clown/animatrici del Bosco mie ex colleghe con una grande festa (invitando la gente via mail)… e ora facciamo finta di aver messo la testa a posto andando a vivere in una casa di nostra proprietà dopo 4 anni e mezzo della nascita della nostra seconda Ova.

Quando penso di eliminare Pata dalla mia vita matrimoniale tornando a essere una felice single, penso che tutto ‘sto disordine nell’ordine di gestione della nostra coppia ne sia la colpa…

Ma torniamo a noi. La casa è stupenda. Non grandissima ma con un grande giardino tutto nostro dove, da resilienti, pianteremo ortaggi e non fiori. Qui sotto una diapositiva della bonifica:

Ha i soffitti alti quindi sia noi che i bambini avremo delle “case sugli alberi” per dormire. Praticamente ci stiamo facendo soppalcare le stanze da due artigiani molto bravi a cui faccio spudorata pubblicità: www.spazio2.net.

Pensate, nel contesto ci sono 4 ali della cascina enormi (di cui una in ristrutturazione), affacciate su un’aia gigantesca che sarebbe la gioia di ogni bambino esistente in questo mondo, per un totale di circa 30 famiglie e più che già vivono lì.

La cosa inquietante, però, è che ogni volta che io e quel pezzo d’uomo rosso che sostiene di essere mio marito andiamo a lavorare all’appartamento, c’è un silenzio assoluto e non vediamo nessuno.

Nessuno che entra ed esce, nessun bambino che gioca nell’aia. Sembra di essere in un varco dimensionale separato.

Qualche uccellino…

Il vento…

Il fruscio degli alberi…

E basta.

Il Pata sostiene che l’ultima volta che è stato lì ha sentito il rumore di alcune posate (erano le 13.15). Ma nessuna voce.

Le ipotesi possono essere varie.

E’ una cascina di zombies e  di notte tutti si animano e cercano di uccidere le nuove famiglie che vanno a vivere lì, ci riescono quindi a breve diventeremo zombies anche noi.

Un’altra possibilità è che essendo la vecchia cascina dove si facevano anticamente le feste del paese, i falò, sede del forno comune, al tramonto, scatta il varco spazio-tamporale e l’aia si riempie di donne in grembiule e bambini festanti.

Ma io temo, però che la realtà sia diversa: abitanti noiosissimi e silenziosi… che si tengono i bambini a casa…

Mi dite che non è così vero? Mi dite che, lasciandomi alle spalle la lotta per la serenità di una vita accanto a Er Brunen (ormai raggiunta), non dovrò ricominciare da capo lottare contro chi non vorrà che i miei figli corrano felici in un’aia gigantesca da una parte all’altra urlando di gioia?

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