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Festa profana

Dato che le sfortune e le fortune personali dipendono proprio dagli anni che andiamo ad attraversare in modo diverso per ognuno di noi, l’augurio che mi faccio e vi faccio per il 2014 che sta per arrivare, non è assolutamente spirituale ma è materiale e soprattutto sociale e indirizzato a tutti coloro che leggono. Non parla di serenità ma di realizzazione, di lotta, di costruzione e mantenimento.

Mi, vi auguro che nel prossimo 2014 ci svegliamo tutti dal torpore e dall’ignoranza.

Auguro per tutti noi l’uscita dall’angolo dell’esclusione della vita sociale e politica dove ho la sensazione ci abbiano chiuso.

Auguro a tutti la forza di realizzare, costruire, far valere la propria idea, collaborare con gli altri perché l’unione tra le persone genera una forza che riesce a cambiare tutto.

Che tutti possano cominciare a godere del Made In Italy e del Km 0.

Auguro a Greenpeace di vincere tutte le sue lotte e ad AMREF di costruire tanti pozzi.

Auguro al mondo l’abbandono del consumismo e la scomparsa dell’usa e getta.

Auguro case, oggetti, utensili, lavoro, cibo e per stasera, stelline scintillanti in una leggera ubriachezza.

Buona festa!

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Il nostro, il vostro 2013

Fare gli auguri per il nuovo anno non mi è mai piaciuto davvero. Mi ha sempre dato la scomoda sensazione di mettere nelle mani del fato o di chissà quale entità superiore, speranze e aspettative.
Quest’anno però ho proprio voglia di augurare cose per l’anno a venire. Le auguro a voi, che leggete le mie parole nonostante la mia assenza ed incostanza nel gestire queste pagine, le auguro alle persone che ho nel cuore e un po’ a me perché ne ho l’urgenza.
Buon anno, quindi!
Che sia un anno ricco di cose da fare, fatiche e conseguenti soddisfazioni. Ché la ricchezza economica facile e avulsa dal reale valore di chi la possiede, così come ci è stata propinata a modello ideale di vita in questi ultimi anni, non ha davvero consistenza. E a noi il vuoto non piace.
Che questo 2013 porti idee nuove e queste idee trovino in chi le ha avute la forza di essere realizzate.
Che in ognuno di questi 365 giorni che si snoccioleranno con inesorabile precisione temporale, ogni donna e uomo che amo, trovino il favore del vento, nella direzione verso il loro porto.
Che il 2013 sia un anno in cui ognuno di noi sappia riconoscere con lucidità le emozioni e i sentimenti che prova e che troviamo, cercandola, la via per farli esprimere al meglio, con tutta la loro irruenza.
Che sia un anno pieno di cani, gatti, animali e bambini, propri e altrui.
Che il 2013 riservi a tutti lo spazio per il gioco e che almeno una volta al giorno, per chi ne è capace, regali una risata di quelle che fa risuonare la volta celeste. “Li risati cu li scàccani” come diceva la Nonna Lillina.
Che il 2013 sia un anno di nuovi apprendimenti, di studio o di prassi. Un anno di libri belli.
Un anno di fiabe narrate la sera, prima di dormire, all’orecchio di chi le sa apprezzare.
Che il 2013 sia tanto magnanimo da lasciar apparire di tanto in tanto, cose luccicanti e preziose… Un gioiello donato a una persona importante, la scia di una fata, brillantini di polvere sospesi, investiti da un raggio di sole che entra attraverso la finestra.
Che la strada di chi sa camminare al giusto passo sia quest’anno luminosa di giorno e buia di notte, da permettere il silenzio e il riposo. E che questa stessa strada, sia quest’anno piena di curve, di ricche soste e deviazioni, utilissime perdite di tempo, senza perder di vista la meta.
A voi e a me, buon 2013!

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2011

Innanzitutto Buon Anno a tutti!

Spero che questo 2011 porti a tutti quelli che leggono e partecipano al mio blog tutto ciò che di buono si può immaginare. E agli altri, puppa!

Dopo la a appena trascorsa, completamente improvvisata, mi viene da considerare che:

-Il gusto dell’orrido, del sintetico e la necessità di guadagno sconsiderato dell’intera razza umana, si è incarnato in un complesso multisala ad Assago che si affaccia su una piazza finta, la Business Park (un nome stronzo), su cui si affacciano ristoranti finti in frenchising dalla qualità pessima ma che per assurdo hanno clientela anche da avanzarne rispetto ai tavoli a disposizione. Non mi avrete mai più! L’assurdità inizia dagli outlet, passa dai centri commerciali e finisce nei multisala. L’orrore arriva alle architetture angoscianti di Milanofiori passando da i palazzoni degli anni 70 che, ormai, sono poesia ai miei occhi. L’illogico diventa però comprensibile quando si pensa che la pigrizia dell’essere umano è il perno dell’all inclusive sia economico che geografico. E che molte famiglie che hanno figli vivono la pena degli spostamenti. Ebbene, ho deciso che nella mia vita non voglio sconti di pena. Per il 2011, per quanto riguarda le cose che si possono scegliere, desidero accettare solo ciò che mi fa bene e sputare fuori dalla mia vita, a calci, ciò che mi fa male.

– Un po’ di materialismo non fa mai male, a Capodanno. Il mio proposito materialista per questo 2011 sarà di lavorare un po’ di più e con maggiore impegno e di far fruttare i miei progetti e di valorizzare i miei talenti. Mi tengo caro l’augurio di un amico tanto lontano ma tanto vicino che scrive così:

“Che la bellezza di un anno finalmente senza sconti ma con molti saldi, tutti in attivo, ci travolga. John”.

Eheheh, delizioso materialista.

– Nonostante qualcuno si sia impossessato impunemente del potere decisionale su cosa ci piace o no, la razza umana, il popolino, i polli da spennare nei centri commerciali e gli outlet, nella loro vita quotidiana, operano una silente e inconsapevole ribellione alla condizione di spersonalizzazione e annichilimento verso cui lo stato di cose li sta portando. Quindi esistono ancora situazioni in cui ci sono famiglie che si conoscono da poco ma che riescono a socializzare e a fare comunità, anche se si sono messi a vivere in posti in cui, per incontrarsi con i vicini di casa, si devono impegnare.

– Ci sono persone che sono proprio come te. Anche se non le vedi da anni, le rivedi e magicamente, sembra che siano sempre state lì. Sono il tuo specchio. Queste persone, inoltre, si circondano di persone come loro, quindi come te. Il mio Capodanno è stata una taverna densa di persone come me. E di figli di persone come me. In un qualche modo.

– I bambini sono caricati a molla. La carica è la musica e il tiramisù. Talvolta, a seconda delle stagioni, il pandoro, il gelato o il cioccolato. Da’ loro cibo dolce e musica ritmata, resteranno svegli per ore, senza batter ciglio, ballando instancabilmente.

– C’è musica per ogni occasione. D’estate e a Capodanno, Shakira, a mio avviso, è la regina.

– Inizio il 2011 scrivendo questo blog, guardando fuori dalla finestra il cielo bianco di Milano che oggi è un po’ più dinamico e sentendo il chiacchiericcio dei miei bambini che giocano sul tappeto a un metro da me, ordinandomi la playlist della mattina. Che cosa si può chiedere di più?

Se mi promettete che non chiamate i servizi sociali, ecco la classifica delle canzoni più ascoltate dai Psycho e Ova:

1- DJ Myke feat Medda “Emme come mostri”

2- Angelo Branduardi: “La pulce d’acqua”

3- Angelo Branduardi: “Alla fiera dell’Est”

4- Edoardo Bennato: “Il rock del Capitano Uncino”

5- Ska-P: “El Libertador”

6- Zecchino d’Oro: “Lo stelliere”

7- Modena City Ramblers: “Seranata di Strada”

8- Franz Ferdinand: “Tell Her Tonight”

9- ABBA: “Gimme! Gimme! Gimme!”

10- Bejelit: “Rostov”

11- (in corner , mi dicono che questa non può stare fuori dalla classifica quindi ne facciamo 11): Zecchino d’Oro: “Un topolino, un gatto e… un grande papà”

BUON 2011 EVVIVA!