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Quando la bottega oscura è un comune

Non sono brava a scrivere di politica e pubblica amministrazione ma mi viene da piangere a pensare che in un periodo in cui mancano gli asili nido, spazi per il supporto alle mamme, quando questi sono dei beni già presenti e funzionanti, vengano presi in considerazione per essere alienati al fine di “fare cassa” dal comune stesso.

Ora, parlare di botteghe oscure quando la bottega è un comune intero, è davvero sconfortante.

Mi hanno infatti scritto due (ben due, sono una celebrità ormai!) mamme di Cesano Boscone (il comune dove sono cresciuta e dove per un po’ ho ultimamente ho lavorato allo studio medico del Quartiere Tessera) per raccontarmi che il comune sta facendo proprio questo: un’operazione finanziaria che prevede la vendita ai privati sia dell’area verde di Via Goldoni (a ridosso dei popolosissimi Quartiere Lavagna e Quartiere Giardino) che *squilli di tromba* di quell’area dove attualmente sorge l’asilo nido del centro di Cesano!

Dato che Ettorino (mio padre) che si diletta a scrivere sul giornale locale, vi linko un po’ di materiale dal loro sito:

Qui si parla delle aree pubbliche  in cessione all’edilizia privata (e chi ci rimette sono sempre le mamme e i piccoli)

Qui c’è la risposta del sindaco Vincenzo D’Avanzo (sono o non sono politically correct?)

Dato che il giusto non sta mai da una parte sola, se avete pazienza di leggere (sono solo poche righe) ditemi chi vi sembra più convincente e… raccontatemi delle vostre bottegacce!

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Violenza sulle donne

Psycho esattamente un anno fa:

“Amore, allora come sono i tuoi compagni nuovi della scuola materna? Racconta alla mamma della tua classe, dai….”

“Jessica è simpatica. Flanchecco è simpatico e Alessio è simpatico anche”.

Pausa.

“Gaia no. No è simpatica Gaia. No. No è”

“Perché non è simpatica la Gaia? E’ così carina!”

“Pelché dice semple no. E allola io la picchio folte folte così dice sì e diventa simpatica”.

O_o

Psycho oggi.

“Mamma, fammi una carhezza”

“Certo amore, come mai sei così coccolone che non lo sei mai?”

“Oggi sono stato brhavissimo. Chiarha, la piccola, mi ha pestato ippiede e io l’avrhei ammassata ma non ho fatto niente.”

“Ma che bravo, sicuramente non l’ha fatto apposta, devi saper distinguere quando un bimbo lo fa apposta o no a farti male, perché se lo fa apposta, si merita le mazzate ma se non lo…”

“No, mamma, la ammasso domani”.

Credo che la violenza sulle donne sia un diritto genetico dell’uomo.