14

Vale del Mondo Fatato loves Chinatown

Carissimi lettori,

Oggi inauguro una nuova categoria che si intitola “Botteghe Oscure” in onore della geniale rubrica di Cuore (chi ha fatto il liceo alla fine degli anni ’80 sa) che però non tenderà ad evidenziare l’assurdità dei nomi di alcuni esercizi commerciali bensì la cafonaggine o inadeguatezza di alcuni negozianti.

Quante volte siete stati trattati male da un negoziante? Quante volte vi hanno guardato storto per qualcosa che avete fatto in un negozio e siete certi non sia nulla di male? Quante volte hanno cercato di fregarvi? O, più semplicemente, quanto è antipatico quel tipo lì che sta dietro il bancone che già viviamo in una città di m… e proprio per questo sarebbe tanto bello essere più cortesi, invece quel tipo lì proprio è musone, antipatico e vi fa venir voglia di scappare lontano?

Bene, oggi inizio a parlare male di chi se lo merita. E secondo me chi sta dietro il bancone, quando si trova davanti una persona gentile, dovrebbe sempre esserlo a sua volta.

Non partirò con esperienze mie personali perché ultimamente me n’è capitata una che devo ancora digerire e nonostante io abbia già avuto la mia vendetta, non sono ancora soddisfatta (ne leggerete presto).

Parto, invece, da un messaggio della mia amica Vale Del Mondo Fatato.

Vale è una mia amica da tempi immemori. Ha circa la mia età, è bionda stile svedese, con gli occhi azzurri. Un tempo aveva un negozio che per come era acchittato sembrava il covo di due fate (lei e sua madre): gioielli, vestiti un po’ fiabeschi, articoli da regalo originali e bambolosi… quando entravi nel suo negozio, non riuscivi ad uscire senza aver comprato qualcosa e se avevi dei regali da fare, i pacchetti che la Vale faceva, erano davvero speciali. Quelli che a te, invece, riescono tipo con lo scotch storto e che non tiene.

Le fate dei mondi fatati, quando sono catapultate nel mondo reale, tendono a mantenere pura la stirpe silvana. Vale si è infatti sposata un elfo. E’ un po’ un esagitato mentre lei è una tranquilla ma, dall’aspetto, ti immagineresti le orecchie a punta che sono lì lì per uscire dai riccioli biondi… E le figlie (rigorosamente femmine e fate) che sono uscite dai due, inutile dirlo, sembrano due modelle di Anne Geddes. Bionde, occhioni azzurri, sguardo fatuo.

Dicevo, la Vale stessa, soprattutto d’estate, sembra una fata: vestiti colorati, gonnelloni, i suoi occhi azzurri… è tutto un fiabare al suo passaggio… finché… finché non apre bocca. Sì perché Vale del Mondo Fatato ha una sola morale, una sola etica, una sola attitudine, una sola legge che domina sul raziocinio nella condotta quotidiana: il turpiloquio.

E proprio da una sua mail in cui dà il meglio di sé, mandata in collettiva a tutte le sue più care amiche, che ho avuto l’idea di inaugurare questa nuova categoria di post.

Leggete cosa mi scrive:

ATTENZIONE – chi è sensibile alle parolacce e agli insulti, si fermi qui.

Continua a leggere

Annunci
8

Neologismi da iPhone

Ieri è uscito un pezzo di “tendenza” firmato Danilo Taino, sul Corriere della Sera che a mio avviso ignora una discreta quantità di fantasmatici “chissene” che potrebbero arrivare dai lettori delle varie parti d’Italia.

Il tiolo è:

“L’élite globale travolta dalla strana coppia. Il derby Blackberry- iPad”

E parla delle top manager del mondo della comunicazione, della finanza e dell’industria in questi giorni riuniti a Davos, in svizzera per il summit delle élite globali. Si parla di Huffingtone Post, di Peremba, Rusal, Colliers International di Seattle, della banca Morgan Stanley… insomma, anche se almeno tre quarti di questi nomi non li avete mai sentiti, mica sono noccioline! Altroché Ruby e Berlusconi, quelli sono i veri VIP!

Il focus dell’articolo è i colori preferiti delle copertine dei Blackberry della direttrice dell’Huffingtone Post, se questo o quel manager predilige l’iPad, l’iPhone e dell’indispensabilità di almeno un’accoppiata di questi gioiellini tecnologici che ti connettono con il resto del mondo.

Sempre.

Io davvero spero che li sappiano usare bene. Almeno, spero che li sappiano usare meglio della mia socia.

Continua a leggere

8

2011

Innanzitutto Buon Anno a tutti!

Spero che questo 2011 porti a tutti quelli che leggono e partecipano al mio blog tutto ciò che di buono si può immaginare. E agli altri, puppa!

Dopo la a appena trascorsa, completamente improvvisata, mi viene da considerare che:

-Il gusto dell’orrido, del sintetico e la necessità di guadagno sconsiderato dell’intera razza umana, si è incarnato in un complesso multisala ad Assago che si affaccia su una piazza finta, la Business Park (un nome stronzo), su cui si affacciano ristoranti finti in frenchising dalla qualità pessima ma che per assurdo hanno clientela anche da avanzarne rispetto ai tavoli a disposizione. Non mi avrete mai più! L’assurdità inizia dagli outlet, passa dai centri commerciali e finisce nei multisala. L’orrore arriva alle architetture angoscianti di Milanofiori passando da i palazzoni degli anni 70 che, ormai, sono poesia ai miei occhi. L’illogico diventa però comprensibile quando si pensa che la pigrizia dell’essere umano è il perno dell’all inclusive sia economico che geografico. E che molte famiglie che hanno figli vivono la pena degli spostamenti. Ebbene, ho deciso che nella mia vita non voglio sconti di pena. Per il 2011, per quanto riguarda le cose che si possono scegliere, desidero accettare solo ciò che mi fa bene e sputare fuori dalla mia vita, a calci, ciò che mi fa male.

– Un po’ di materialismo non fa mai male, a Capodanno. Il mio proposito materialista per questo 2011 sarà di lavorare un po’ di più e con maggiore impegno e di far fruttare i miei progetti e di valorizzare i miei talenti. Mi tengo caro l’augurio di un amico tanto lontano ma tanto vicino che scrive così:

“Che la bellezza di un anno finalmente senza sconti ma con molti saldi, tutti in attivo, ci travolga. John”.

Eheheh, delizioso materialista.

– Nonostante qualcuno si sia impossessato impunemente del potere decisionale su cosa ci piace o no, la razza umana, il popolino, i polli da spennare nei centri commerciali e gli outlet, nella loro vita quotidiana, operano una silente e inconsapevole ribellione alla condizione di spersonalizzazione e annichilimento verso cui lo stato di cose li sta portando. Quindi esistono ancora situazioni in cui ci sono famiglie che si conoscono da poco ma che riescono a socializzare e a fare comunità, anche se si sono messi a vivere in posti in cui, per incontrarsi con i vicini di casa, si devono impegnare.

– Ci sono persone che sono proprio come te. Anche se non le vedi da anni, le rivedi e magicamente, sembra che siano sempre state lì. Sono il tuo specchio. Queste persone, inoltre, si circondano di persone come loro, quindi come te. Il mio Capodanno è stata una taverna densa di persone come me. E di figli di persone come me. In un qualche modo.

– I bambini sono caricati a molla. La carica è la musica e il tiramisù. Talvolta, a seconda delle stagioni, il pandoro, il gelato o il cioccolato. Da’ loro cibo dolce e musica ritmata, resteranno svegli per ore, senza batter ciglio, ballando instancabilmente.

– C’è musica per ogni occasione. D’estate e a Capodanno, Shakira, a mio avviso, è la regina.

– Inizio il 2011 scrivendo questo blog, guardando fuori dalla finestra il cielo bianco di Milano che oggi è un po’ più dinamico e sentendo il chiacchiericcio dei miei bambini che giocano sul tappeto a un metro da me, ordinandomi la playlist della mattina. Che cosa si può chiedere di più?

Se mi promettete che non chiamate i servizi sociali, ecco la classifica delle canzoni più ascoltate dai Psycho e Ova:

1- DJ Myke feat Medda “Emme come mostri”

2- Angelo Branduardi: “La pulce d’acqua”

3- Angelo Branduardi: “Alla fiera dell’Est”

4- Edoardo Bennato: “Il rock del Capitano Uncino”

5- Ska-P: “El Libertador”

6- Zecchino d’Oro: “Lo stelliere”

7- Modena City Ramblers: “Seranata di Strada”

8- Franz Ferdinand: “Tell Her Tonight”

9- ABBA: “Gimme! Gimme! Gimme!”

10- Bejelit: “Rostov”

11- (in corner , mi dicono che questa non può stare fuori dalla classifica quindi ne facciamo 11): Zecchino d’Oro: “Un topolino, un gatto e… un grande papà”

BUON 2011 EVVIVA!

10

Di Claudia, dei nani, della radio

Copio qui la riflessione di una ex collega dei tempi d’oro della radio. Detto così sembra quasi che  fossimo famose come La Pina di Radio Deejay, in realtà trasmettevamo entrambe a Radio Studio 8, una radio praticamente condominiale che si prendeva a Cesano Beach e dintorni (cioè Cesano più quartiere Lavagna, Tessera e Giardino… a Trezzangeles non ci arrivava neanche, il segnale. Manco a Corsico e neanche ad Assago). Però Radio Studio 8 ebbe storia gloriosa ai tempi delle libere emittenti negli anni 70, poco dopo la fondazione da parte di mio padre, quando si chiamava ancora Radio L’Incontro. Ora è chiusa e anche l’antico palazzo dove c’erano gli studi è stato buttato giù e al suo posto c’è il parcheggio della Sacra Famiglia… Continua a leggere