4

Dialogo con me stessa (Mucho Hablas)

Bene, mi sono ripresa.

Da cosa?

Dalla vecchiezza che avanza.

In che senso?

Nel senso che non riesco neanche a reggere un fine settimana fuori con le amiche che devo recuperare ogni singola ora di sonno pena tachicardia e mal di testa.

Ah sì?

Sì.

Ti sta bene, non si parte così e si va a Barcellona con le amiche impunemente. Per fare cosa poi? Andare a cena nel ristorante di un amico e chiacchierare fino a notte fonda… potevate farlo qui a Milano no?

Ma pensa un po’ te, e chi te l’ha detto? Barcellona è Barcellona e le chiacchiere che per una volta sono sotto la Sagrada Familia e non nel solito pub in Barona fanno bene al cuore!

Me lo dice la media delle donne di quasi 40 anni che hanno due o più figli: tu e le tue amiche siete fuori target, questo è. E per fare le originali, qualcosa bisogna pur pagare. E tu paghi con la tachicardia da mancanza di sonno e stanchezza.

Guarda che secondo me abbiamo già pagato abbastanza. Io, per esempio, sono diventata molto permalosa. Mi danno fastidio gli sguardi di  tristezza delle altre femmine con figli che con una punta d’orgoglio ammettono: “Io non potrei mai…” (messaggio subliminale: “Non potrei mai lasciare morire i miei figli in un lago di sangue dove, dopo averli lasciati senza cibo e acqua, loro padre li lascerebbe agonizzare qualora si ferissero mentre io mi sto divertendo due giorni all’estero con le amiche”). Mi danno fastidio anche gli sguardi di ammirazione sempre delle altre femmine con figli: “Ma davvero parti e vai a Barcellona? Ma che braaaaaavaaaaa così bisogna fareeee, bisogna prendersi un po’ di tempo per sè” (Messaggio subliminale: “Brava stronza, sei una strafottente e solo le strafottenti come te vanno avanti”) Sono paranoica?

Chi?

Io

Beh…

Sai cos’è? E’ che alla partenza, almeno per quel che mi riguarda, il senso di colpa sta a mille. Il tutto in genere peggiorato dalla figlia femmina che essendo ancora con il cordone (ovale e morbido) attaccato, si fa venire la febbre dall’ansia. Febbre che le passa non appena io sparisco da dietro la porta…

Ah sì?

Esatto E questo senso di colpa, oltre a farmi percepire le altre femmine come ostili (quelle che restano a Milano, s’intende, non Le Gine™ che partono con me), attira su Le Gine™, i peggio maltrattamenti da parte del mondo. Ci maltrattano anche i mendicanti.

No, a questo non ci credo.

Credici. Uno zingaro in metropolitana a Milano pare abbia lanciato anatemi sulle amiche che si apprestavano a prendere il pulman per Malpensa invocando la caduta dell’aereo (non so perché spero che qualche Gina colmi la lacuna nei commenti) e invece a Barcellona ci ha insultato uno che vendeva fazzoletti sulla ferrovia urbana.

E perché?

Perché con le nostre rumorose chiacchiere coprivamo la sua voce mentre spiegava che era una familia povera compra fazoleti. Effettivamente erano tutti in silenzio che lo ascoltavano. Forse in Spagna c’è più rispetto che in Italia per le persone bisognose in metropolitana… fatto sta che il tizio, dopo la tiritera, ci è passato vicino per raggiungere un’altra ala del vagone e a bocca storta e fare seccato, ci ha detto: “Mucho Hablas eh?”

E voi?

E noi ci siamo guardate e ci siamo convinte, tutte e sei, di aver sentito male. Poi però è ripassato e ci ha detto, bofonchiando con disprezzo “Italiana bocca larga…”… e lì abbiamo capito che effettivamente si rivolgeva con gentilezza a noi. Abbiamo ringraziato. In fondo la bocca larga è meglio di quella stretta a culo di gallina, no?

Certo. Ma alla fine il viaggio è stato bello?

E’ stato divertente e fondamentalmente necessario.

Dovute ringrazianze a: Le Gine ™, Il Tuscania (il ristorante di Daniele&company), La Sagrada Familia (sempre bellissima).

E voi? Riuscite a “staccare” ogni tanto? Se non riuscite, vi mostro questa: la luna tra le guglie, dai tavolini fuori del Tuscania . Uno spettacolo eccezionale che dovete correre a vedere a Barcellona! (Daniele, poi ci mettiamo d’accordo per la tariffa pubblicità Web). Aloa!

20130530-133445.jpg

Annunci
9

Cascina Ova

Siamo stati invitati a un matrimonio quattro giorni prima del medesimo. Doveva essere una cosa intima ma poi… ma poi. Neanche vicino, inoltre: a Parma.

Ci siamo quindi trovati a piazzare baracca, burattini e nanetti ai nonni, in quel della campagna del Tortonese dove Robertino ed Er Brunen trascorrono quasi ogni fine settimana della loro vita.

Ci dirigiamo quindi verso Parma. Solo che, ad un certo punto, il rimbambimento coatto da ambrosia del Patato ci fa sbagliare strada (verso Novara invece che verso Piacenza) portandoci a uno svincolo che ci lascia a bocca aperta.

Lo superiamo ma ci troviamo a inchiodare, sgranare gli occhi attoniti e tornare indietro per capire se si tratti un miraggio o un’allucinazione:

Continua a leggere

7

Vecchiette al castello

QUIZ: Siete fortunate come LaLaiza che può portarsi il lavoro al mare e avete due possibilità: trascorrere nottata in un locale catanese very cool, very in and very catchy e assistere a un concerto di una band very cool, very in and very catchy con un amico o, in alternativa, andare a vedere un concerto di solo piano in un castello alle 7 e mezza di sera con un’amica che a dire il vero non conoscete neanche molto bene (ma che vi ispira).

Se avete optato per la prima scelta: bravi scemi! Siete dei supergiovani rimbambiti pronti a spendere in benzina, alcool e ore di sonno per avere indietro evanescente divertimento da due soldi.

Se invece siete degli assennati vecchietti come me, bravi! Avrete sicuramente scelto la seconda opzione.

Continua a leggere

2

Sicilia Bedda

Arrivata in Sicilia a inizio mese e sommersa di lavoro STOP

Psycho ha voluto maschera con boccaglio STOP

Ova sembra pesce, culetto va a galla quanto è aerogonfiato STOP

Rivisti molti amici, anche Carmelina, emigrata a Camberra 20 anni fa e mai più tornata, grande emozione STOP

Salvatore, il vecchio gattaro, è morto. Pensavo avesse 75 anni, ne aveva 90. Ci manca, lui, le sue bocche di leone e i suoi gatti (spariti tutti) STOP

Mare bellissimo, anche se lo vedo poco STOP

Etna erutta, di notte si sentono i botti e la terra trema un po’. Bellissimo STOP

La mamma di Irene, la favorita dell’harem di Psycho, si è finalmente sposata (con il papà di Irene). Grande festa a Cattabbianu STOP

Vento africano. Caldo STOP

Letizietta da quando ha compiuto 73 anni ha deciso che in spiaggia si va con rossetto e gioielli. Mater sempre certa? Mah STOP

Ettorino ha la bronchite per l’aria condizionata del treno. Ma il petrolio, prima o poi, spero, finirà STOP

Non ho ancora mangiato pesce STOP

Mi vergogno… anche per la fortuna sfacciata che ho a potermi portare il lavoro al mare STOP

Vi amo tutti, ti amo mondo CIAO!

5

Mondo cane, vita gatta

Domenica sono stata a giocare a Calaviolina, un posto sulla costa a Grosseto e già che c’ero mi sono concessa 36 ore di “stacco”, “vacanza”, “evasione”, chiamatela come volete. Quindi partenza sabato, puntatina a Roma, domenica Grosseto, ritorno a Roma e partenza per Milano il lunedì.

E’ per questo che, cenere in capo, ho scritto poco. Un po’ la preparazione, un po’ il viaggio (no computer dietro, no smartphones, no blackberry).

Il punto focale di tutto sto popò di weekend sono due riflessioni:

1) Ho perfettamente capito che non sono, non posso e non riesco ad essere mamma al 100%. Non riesco a rinunciare ai miei momenti di stacco, me li prendo (ho anche un marito che sì protesta ma poi non più di tanto) e non mi sento assolutamente in colpa di sparire saltuariamente per una manciata di ore (a volte decine, maledetta me) lasciando i bambini nel loro brodo per un po’. Faccio male?

2) Prendere il treno è una delle cose più soddisfacenti che ci sono: soddisfa quella mia smania di nullafacenza che spesso, nel mio caso, si trasforma in disperata attitudine multitasking da stress.

3) Amo i gatti. Dopo una puntata nella capitale dove ho incontrato Elena, la mia testimonialz di nozze che ormai vive lì da anni, ho dormito a casa di Sara, un’amica e futura collega romana da definirsi “tipa originale” dividendo il letto con tal Tayler. No, non un figo inglese. Tyler è il suo micio striato, coccoloso, caldo, peloso e giocherellone.

Detto questo, mi sono ricordata che anni fa scrissi un raccontino su un gatto, anzi una gatta. Una storia surreale ma assolutamente VERA (ve ne accorgerete dai nomi dei protagonisti). Quindi, ve la propongo con l’avvertenza accorata che chi non vuole farsi prendere dalla malinconia, deve guardarsi bene dal leggere il racconto.

Del resto siamo a novembre e la nebbia ci è entrata nelle ossa. Lasciatemi cavalcare l’onda dell’autunno, per le risate c’è sempre tempo.

Altra avvertenza, è scritto un po’ con i piedi. Ci sono tempi di verbi in contraddizione tra loro, errori di diversa natura ecc ecc. Dovrei risistemarlo ma non ho tempo. Lo pubblico lo stesso perché stasera ci sta e se aspetto di correggerlo e affinarlo stilisticamente, non lo pubblico più.

Aggiungo che lo dedico a Sara, Jacopo e Luca, gli amici con cui ho condiviso questi due giorni davvero dolci. E anche a Elena (la testimonialz) e Irene, che sono citate nel racconto.

Continua a leggere

6

Da Bobo all’Acciaiolo

La Slow Food, in particolare, da Bobo, l’Osteria Slow Food che si trova al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci, venerdì ha sfamato GRATIS me e il Pata quando, dopo due ore di coda dovute alla nostra partenza intelligente che ci ha visto fare Milano-Radicofani (via michelin: 4 ore) in 7 ore e qualche, abbiamo deciso di fare sosta.

C’è da dire che nella scelta dei posti, io e il Patato siamo davvero nati con la camicia. Il Patato, in particolare, ha un fiuto sublime nel trovare i posti dove si mangia bene e si spende poco, così, a naso, anche senza conoscere la zona.
Lui sostiene di aver un dono naturale che si è poi affinato grazie al suo rifiuto categorico di usare il navigatore in auto che, a suo dire, rimbambisce chi lo usa e non ti fa guardare intorno, non ti fa chiedere alla gente del luogo, rende gli uomini al volante automi e le donne al loro fianco totalmente inutili (e dagli torto).

Continua a leggere