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Essere o non essere, questo è il frumento!

Lo conoscete vero? Intendo lo conoscete quel gioco della carta che illustra un oggetto che va messa in fronte e tu devi chiedere agli altri le caratteristiche che hai e attraverso le loro risposte, arrivi a dire quello che sei? Lo conoscete?

I seguenti stralci di dialogo, sono tratti dai miei appunti dell’altra sera.

Ova (forchetta): “Servivo a qualcosa?”

Psycho: “Sì, servivi ad apparecchiare”

Ova: “Quando?”

-_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-

Ova (latte): “Servivo a bevèrlo la mattina?”

Psycho: “Chi?”

Ova: “Io! Servivo a bevèrlo?”

Psycho: “Cosa bevi?”

O_O    O_O    O_O    O_O    O_O    O_O    O_O    O_O    O_O

Ova (pollo arrosto): “Sono un animale?” 

Psycho: “Così così”

^_^    ^_^    ^_^    ^_^    ^_^    ^_^    ^_^    ^_^    ^_^    ^_^

Ova: “Sono un oggetto?”

Psycho: “Sì”

Ova: “Servivo a rompere qualcosa?”

Psycho: “Servi a fare i buchi”

Ova: “Sono un martello piumatico?”

-_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-    -_-

Ova: “Sono un oggetto?”

Psycho: “Sì”

Ova: “Sono un frumento?”

Psycho: “Non gioco più”

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2011

Innanzitutto Buon Anno a tutti!

Spero che questo 2011 porti a tutti quelli che leggono e partecipano al mio blog tutto ciò che di buono si può immaginare. E agli altri, puppa!

Dopo la a appena trascorsa, completamente improvvisata, mi viene da considerare che:

-Il gusto dell’orrido, del sintetico e la necessità di guadagno sconsiderato dell’intera razza umana, si è incarnato in un complesso multisala ad Assago che si affaccia su una piazza finta, la Business Park (un nome stronzo), su cui si affacciano ristoranti finti in frenchising dalla qualità pessima ma che per assurdo hanno clientela anche da avanzarne rispetto ai tavoli a disposizione. Non mi avrete mai più! L’assurdità inizia dagli outlet, passa dai centri commerciali e finisce nei multisala. L’orrore arriva alle architetture angoscianti di Milanofiori passando da i palazzoni degli anni 70 che, ormai, sono poesia ai miei occhi. L’illogico diventa però comprensibile quando si pensa che la pigrizia dell’essere umano è il perno dell’all inclusive sia economico che geografico. E che molte famiglie che hanno figli vivono la pena degli spostamenti. Ebbene, ho deciso che nella mia vita non voglio sconti di pena. Per il 2011, per quanto riguarda le cose che si possono scegliere, desidero accettare solo ciò che mi fa bene e sputare fuori dalla mia vita, a calci, ciò che mi fa male.

– Un po’ di materialismo non fa mai male, a Capodanno. Il mio proposito materialista per questo 2011 sarà di lavorare un po’ di più e con maggiore impegno e di far fruttare i miei progetti e di valorizzare i miei talenti. Mi tengo caro l’augurio di un amico tanto lontano ma tanto vicino che scrive così:

“Che la bellezza di un anno finalmente senza sconti ma con molti saldi, tutti in attivo, ci travolga. John”.

Eheheh, delizioso materialista.

– Nonostante qualcuno si sia impossessato impunemente del potere decisionale su cosa ci piace o no, la razza umana, il popolino, i polli da spennare nei centri commerciali e gli outlet, nella loro vita quotidiana, operano una silente e inconsapevole ribellione alla condizione di spersonalizzazione e annichilimento verso cui lo stato di cose li sta portando. Quindi esistono ancora situazioni in cui ci sono famiglie che si conoscono da poco ma che riescono a socializzare e a fare comunità, anche se si sono messi a vivere in posti in cui, per incontrarsi con i vicini di casa, si devono impegnare.

– Ci sono persone che sono proprio come te. Anche se non le vedi da anni, le rivedi e magicamente, sembra che siano sempre state lì. Sono il tuo specchio. Queste persone, inoltre, si circondano di persone come loro, quindi come te. Il mio Capodanno è stata una taverna densa di persone come me. E di figli di persone come me. In un qualche modo.

– I bambini sono caricati a molla. La carica è la musica e il tiramisù. Talvolta, a seconda delle stagioni, il pandoro, il gelato o il cioccolato. Da’ loro cibo dolce e musica ritmata, resteranno svegli per ore, senza batter ciglio, ballando instancabilmente.

– C’è musica per ogni occasione. D’estate e a Capodanno, Shakira, a mio avviso, è la regina.

– Inizio il 2011 scrivendo questo blog, guardando fuori dalla finestra il cielo bianco di Milano che oggi è un po’ più dinamico e sentendo il chiacchiericcio dei miei bambini che giocano sul tappeto a un metro da me, ordinandomi la playlist della mattina. Che cosa si può chiedere di più?

Se mi promettete che non chiamate i servizi sociali, ecco la classifica delle canzoni più ascoltate dai Psycho e Ova:

1- DJ Myke feat Medda “Emme come mostri”

2- Angelo Branduardi: “La pulce d’acqua”

3- Angelo Branduardi: “Alla fiera dell’Est”

4- Edoardo Bennato: “Il rock del Capitano Uncino”

5- Ska-P: “El Libertador”

6- Zecchino d’Oro: “Lo stelliere”

7- Modena City Ramblers: “Seranata di Strada”

8- Franz Ferdinand: “Tell Her Tonight”

9- ABBA: “Gimme! Gimme! Gimme!”

10- Bejelit: “Rostov”

11- (in corner , mi dicono che questa non può stare fuori dalla classifica quindi ne facciamo 11): Zecchino d’Oro: “Un topolino, un gatto e… un grande papà”

BUON 2011 EVVIVA!

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Mr Freud e le gaffes

A completamento delle innumerevoli qualità che mia madre e mio padre hanno donato al mio corredo cromosomico, ho ereditato un’abilità irraggiungibile ai più in questioni di risultato: quella di fare gaffes (trad. dal francese: figure di merda). Continua a leggere

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Il finestrino del treno

Quando mi trovo a viaggiare in treno (e mi riesce di non perderlo) ho ben chiaro dove mi pace sedermi: nel posto che mi permette di avere il viso rivolto al senso di marcia della vettura.

Non perché soffra il viaggio, anzi.

E’ perché tra i posti contrari al senso di marcia e quelli verso lo stesso, il senso del paesaggio che si vede dal finestrino, cambia radicalmente.

La porzione di mondo, a livello di quantità, è la medesima, ovunque ci si sieda.

E’ la qualità che cambia perché se ci si siede dove piace a me, si vede ciò a cui si va incontro.

Nel posto di fronte invece, si può osservare ciò che ci si lascia dietro. E questo a me, da poco, non interessa.

Quanto mi piacerebbe, invece, nella vita, avere un finestrino tutto mio, lì, nella mia testa, da cui spiare ciò che sta per accadere!

Non dico una sfera di cristallo che predica il futuro, quello con la effe maiuscola. Ci si rovinerebbe la sorpresa!

Parlo di sprazzi di anticipazione visiva, uditiva (ma sì, anche tattile) di brevi attimi, anche non sufficienti ad evitare gli scontri che la vita troppo spesso ci riserva a sorpresa.

Un secondo di anticipo per prepararsi alla botta di troppo dolore o troppa felicità, dei momenti importanti ed improvvisi, un qualcosa che si identifichi con il presente, con un filo di chiaroveggenza in più.

Ché se guardi indietro viene il torcicollo ma se si guarda il presente, un finestrino sull’attimo dopo aiuta!

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Presentazioni, habitat e quello che mi viene per iniziare

In questo blog leggerete di molti personaggi. Vi presenterò in questo post il kit-base, cioè, quelli che vivono sotto il mio stesso tetto, abitualmente indicati come “coinquilini“.

1) LaLaiza, detta Codi (Codina: mi acconcio in maniere infantili) cioè io: sono una donna di una certa età in continua evoluzione.

Fino a due anni fa, prima che nascesse la mia seconda figlia, ho lavorato da ufficio stampa discografico, e attualmente da un lato continuo a lavorare nel campo musicale, dall’altro sono scribacchina per varie pubblicazioni e studentessa di psicodramma, un metodo psicoterapeutico, un metodo attivo che utilizza tecniche teatrali. E del teatro amo tutto, tranne andarci. Perché quello che succede dietro le quinte è ben più esaltante di quello che vede il pubblico (da qui la mia grande passione per i giochi di ruolo e il teatro interattivo)

In cosa sono laureata? Psicologia. Molti si chiederanno cosa ci faccia una psicologa alle prese con cantanti, dischi e articoli. E questi molti avrebbero pienamente ragione perché per fare quel che faccio, la laurea in psicologia è tendenzialmente inutile. Sarebbe d’uopo piuttosto essere laureati in pedagogia, visto che l’età mentale delle persone con cui mi ritrovo ad avere a che fare quotidianamente.

Sono mamma di due gnomi, entrambi coinquilini.

2) Psycho, il figlio grande, o il grande figlio, 4 anni e mezzo. Psycho è un elemento esagitato e tendenzialmente psichedelico, irrequieto, intelligente ma umorale, dal fisico atletico ed instancabile, dalla fervida fantasia e dall’innata tendenza a combattere con tutte le sue forze il sonno. Psycho si spegne quando ha fame (fino ad addormentarsi) e gli viene fame quando invece ha sonno. Diciamo che alla nascita non è stato dotato della basilare quanto comune capacità di cogliere i segnali che il suo corpo gli invia. Per il resto è un bambino adorabile e molto divertente.

3) Ova Soda, la figlia piccola, 2 anni e mezzo, chiamata anche Memole da Vale, la mia amica chiavarese o Piedi di porco, dato lo spessore dello strato lipidico dei suoi alluci. Ova è una bambina bellissima, inspiegabilmente bionda con gli occhi azzurri, una principessina delle fiabe. Da sempre basta a se stessa, da sempre dorme soda come un uovo quando ha sonno, mangia come un maiale quando ha fame, frigna solo se viene disturbata o a seguito delle sue numerose e rovinose cadute. La sua bandiera politica è l’anarchia: dà ragione a tutti tanto lei disobbedisce comunque e, ordinatamente, fa solo quello che le pare. Da poco ha scoperto che Psycho non è un androide ma se prova a pestarlo lui accusa e da allora… mazzate!

4) Il Patato (o terzo figlio) è l’uomo che ho sposato. Ingegnere nucleare posapiano dalle manie ecologiche, finché non ha trovato il lavoro che diceva lui, non ha combinato nulla se non trasferirsi a casa mia e mettere radici, così profonde e diffuse che se avessi dovuto sradicarlo (e ci ho provato, credeteci!) la casa sarebbe rimasta divelta.

Oggi però è un asso e io vivo a casa sua, anche se di mio le radici non so metterle.

E nessuno più di lui si intende di pannelli solari, fotovoltaico, termocamini, caldaie a legna e pallets, riscaldamento a pavimento. E quanto li ama! Ne parla con così tanto amore e a lungo che ormai me ne intendo anche io. Scrivetemi se volete una consulenza per il vostro campo fotovoltaico.

5) Settimo Milanese è l’habitat della famiglia. Anche se nella nostra fantasia vediamo un futuro al mare, al lago, sui monti, nei paesi nordici e ci diciamo sempre, l’anno prossimo ce ne andiamo, com’è come non è, siamo sempre lì. Ma il mio sogno, il mio habitat naturale, è e rimarrà a vita Cesano Boscone, meglio conosciuta come Cesano Beach, tra Corsico e TrezzAngeles (Trezzano Sul Naviglio) dove sono nata, a 10 minuti da Settimo. E lì, sì che è un’altra storia…

Ecco, presentazioni fatte e da oggi si inizia.