Concorsi, sanatorie: strascichi del 2012

CONCORSONE 2012

Ho partecipato al concorso insegnanti. Il concorsone 2012… Quello di cui hanno tanto parlato perché inutile (Ma come? Con tanti precari si va a fare un concorso a cattedre? Che spreco! Tanto rumore per nulla! Risultato: 350mila e rotti candidati).

Ho gareggiato per la cattedra di filosofia e psicologia alle scuole superiori. Passata la preselezione, infatti, mi sono cimentata nello studio di filosofia e scienze umane per dare gli scritti. Unico piccolo particolare: noi psicologi la filosofia non la studiamo che al liceo.

Mi sono ciucciata quindi un poco più di un mese, un simpatico bigino che raccontava la storia della filosofia a spanne. Ma non mi sono fermata qui! Mentre rammendavo pantaloni, calze e mutande, seguivo le lezioni del Dott. Ferraris su Youtube. Sant’uomo! Mi ha fatto capire Kant sul ginocchio di un pantalone di Psycho, Sartre sul buco nelle mutande di Ova e i Sofisti nella toppa nel gomito del mio maglione. Il risultato è che non sospetto più che i filosofi siano una casta che ha sempre avuto libero accesso ad allucinogeni di diversa natura, bensì uomini dotati di un grado di pazzia superiore alla norma di un manicomio.

Detto questo, allo scritto di filosofia ho risposto come ho potuto (quindi a spanne, figlia di bigino) mentre a quello di scienze umane mi sono sentita una gran ganza, mi sono data alla pazza gioia tra psicologia, sociologia e antropologia.

Allo scritto di scienze umane (popolato dalla non meglio identificata fauna definita appunto degli “scienziati umani”) mi sono imbattuta in una concorrente a dir poco singolare.

Dopo che ci hanno praticamente perquisito per accertarsi che non avessimo bigliettini, dopo averci allontanato dalle nostre estremità posticce (le borse), dopo averci lasciato quindi in mutande e vocabolario, la concorrente in questione si fa avanti e chiede ai “sorveglianti” (un uomo e una donna): “E il mio lavoro a maglia? Lo posso tenere sotto il banco?”

Non vi dico lo sconcerto in aula. E al contempo la mia più totale e completa ammirazione per la psicotic… ehm psicologa in causa.

La sorvegliante (la donna, bastarda dentro come tutte le femmine) redarguisce infatti con aria volutamente scandalizzata l’intraprendente candidata dicendole:

“Signora, ma le sembra il caso di fare richieste di questo tipo? Lei cosa è venuta a fare qui? A fare un concorso statale o a sferruzzare?”

“Bah, non ho parole” Risponde lei. “Io ho *BISOGNO* del mio lavoro a maglia, placa la mia ansia e se poi non dovessi sapere la risposta alle domande? Cosa faccio per due ore e mezza?”

Aiuto, penso.

“Siamo noi che non abbiamo parole!” e tira in mezzo, con il “noi”, il pacioso sorvegliante maschio che invece, secondo me, non aveva assolutamente intenzione di entrare nella questione. “Lei è qui per fare un concorso, se non ha il fegato di farlo perché ha degli attacchi d’ansia, a me pare che nessuno l’abbia obbligata a partecipare!”

“Signora” incalza la candidata a maglia “Ci sono studi che provano che lavorare a maglia rilassi, io sono molto ansiosa e l’idea di avere il mio lavoro a maglia vicino mi tranquillizza. Inoltre, dato che non possiamo lasciare l’aula anche se non sappiamo nessuna domanda, io per due ore e mezza cosa faccio? Almeno mi porto avanti con il lavoro”.

Ho pensato che, in fondo, quello era un covo di psicologi. E gli psicologi hanno un sacco di problemi, se no, non avrebbero deciso di fare gli psicologi. Io sono tra questi. Non lavoro a maglia ma ne ho altre. Un bel respiro e via. Inizia il concorso!

CHAMIN e la SANATORIA 2012

Ho dato una mano a Chamìn a regolarizzarsi con la sanatoria 2012. Una sanatoria grazie alla quale molti immigrati clandestini, hanno potuto ottenere il permesso di soggiorno. E’ una cosa all’italiana, s’intende. In poche parole, il datore di lavoro dell’immigrato clandestino paga mille euro più i fittizi contributi INPS in base alle ore per cui dichiara che l’immigrato ha lavorato per lui, autodenunciandosi come datore di lavoro di un clandestino. In realtà, dato che è interesse dell’immigrato farsi regolarizzare, frotte di immigrati hanno chiesto ad amici italiani di spacciarsi per datori di lavoro autodenunciantesi pagando di propria tasca i contributi. Ecco, io e Chamìn siamo stati complici in questo processo.

Il nostro Chamìn, quindi, dopo essere stato in prigione tra le mura di casa mia, dopo aver rischiato la vita perché mi sono offerta di riaccompagnarlo a casa, dopo essersi piegato al mio capriccio di fargli da prof di italiano, dimostrandosi uno studente che è meglio perdere che trovare, dopo avermi insegnato come si gestisce una casa, è ufficilamente il mio COLF (quanto fa figo) e sarà finalmente libero di scorazzare per i paesi del mondo. Non sarà tacciato di criminalità solo perché clandestino e sarà felice di andare e venire dallo Sri-Lanka e potrà farsi venire a trovare dalla sua famiglia (la moglie e il piccoletto di 3 anni… piccoletto che non ha mai conosciuto).

Chamìn non si chiama Chamìn. Lui si chiama Priyantha Jayasiri. Chamìn era il nomignolo che sua madre gli aveva dato da piccolo. Chamìn l’8 aprile partirà e andrà a vedere la prima volta il suo bambino e mi ha promesso che mi chiamerà su Skype per farmelo conoscere. E io non vedo l’ora!

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3 thoughts on “Concorsi, sanatorie: strascichi del 2012

  1. Laiza..ma come fai ad attirare su di te sempre situazioni al limite della realtà? sei incredibile..che fortuna che ha avuto chamin a trovarsi in galera proprio a casa tua!!

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