Psycho ha sette anni! (Sette!)

Chiariamo una cosa: mio figlio non ha il nomiglolo Psycho perché è psicopatico.

No.

Il nomignolo Psycho è diretto discendente della parola “psichedelico”.

Fu così definito così dalla mia ex collega Alessia quando le raccontai che all’età di due anni, seduto a tavola, a pranzo, muoveva le dita delle mani davanti ai suoi occhi e di tanto in tanto mi diceva: “Mommooo mommooo, gualda che belli uccellini, gualda gualda volano!” poi posava le mani sul piatto o sul bicchiere e con sincero e reale stupore mi chiamava: “Maaammaaaa mammaaaaaa, gualda, si pofano! Fi fono fosati! Non hanno paula! Che belli!”

Crescendo non è migliorato, anzi. Diciamo che ha semplicemente preso atto di essere un po’ bizzarro, sviluppando l’eccelsa capacità di fare dell’assurdo la sua ragione di vita.

Esempio: un giorno, in auto, Ova Soda, la regina degli atti inconsulti, ha fatto dondolare il suo preziosissimo nanna (coniglio con cui dorme da quando è in fasce) fuori dal finestrino (90 Km/h).

Chiaramente il nanna è stato rapito dal vento e si è schiantato sull’asfalto della linea di mezzeria della statale con immediata partenza di crisi isterica dei tre emotivi che occupavano la macchina (io e i due figli). Quindi pianti e strepiti dettati dal panico, “Cri, cazzo! Frena! Torna indietro! Torna indietro! Ma cosa aspetti?? Non lo vedi il nanna? E’ caduto!!!”, “Noooooo noooo immìo nannaaaaaaaa immìo nannaaaaaaaaaa!”, “Papaaaaaaaà torna indietro presto presto! Lo schiacciano nooooo”.

Fatto sta che, nonostante sia stato pestato da più auto, il nanna è tornato sano, salvo e un po’ annerito nell’abitacolo dopo qualche minuto. Io e i due ci siamo guardati in faccia, come se avessimo salvato la vita a un bambino, tirando un sospiro di sollievo e asciugandoci le lacrime, mentre sotto si sentiva un brontolìo sommesso di quello che ad oggi è convinto di essere mio marito, il brontolìo aveva questo tema di fondo: “Io non capisco, mi sembra di essere in un incubo, sono capitato in una famiglia di pazzi”…

Fatto sta che Psycho, ad un certo punto, tra i sospiri, se ne esce con una frase: “AAAh, che bello che è ftato piangere per il Nanna… eeeeeeeeh fì, è proprio quefta la vita che mi piace…”

Cosa intendeva? Che gli è piaciuto piangere? Che gli piace provare emozioni forti anche se negative? Abbiamo provato a chiederglielo ma è inutile dirvi che ci siamo imbarcati in un dialogo dello stampo di questo qui.

Stessa cosa, durante le feste appena trascorse al mare, il piccolo truzzo volante ha imparato a fare le capriole indietro aggrappandosi con le mani da una parte a me e dall’altra al papà.

Dovevate vederlo che spinta che si dava con quei piedoni e come faceva andare i muscoletti degli addominali, sembrava Yuri Chechi agli anelli. Dopo 10 evoluzioni, chiaramente, ha vomitato i 3 mandarini che aveva appena mangiato.

E’ rimasto impietrito a guardare il prodotto del suo voltastomaco, pensieroso.

Noi abbiamo sdrammatizzato: “Ma sì, Titone, ti sei un po’ scombussolato con le capriole, non preoccuparti!”… ma non era preoccupazione quella che rendeva pensieroso il piccolo Psycho.

“Cerlto che però vomitare è proprio bello…”

Semplicemente stava producendo la sua massima giornaliera.

“Fembra di fputare fuoco come un drlago”.

Ora, il drlago sputafuoco oggi compie 7 anni.

Sette!

E mi sentirei davvero scontata a dire che non è possibile che sia trascorso tutto questo tempo da quando è venuto al mondo… però ormai l’ho detto quindi rientro felicemente nella categoria delle donne dalle frasi fatte e dai concetti risaputi.

Stamattina era sveglio prestissimo: “Mamma, chissà cosa c’è giù che mi aspetta… “.

Io, ormai persuasa (e annichilita) da anni ed anni di mantra/lavaggio del cervello da parte di quello che vive con me (sempre lui, quello che le carte dicono essere mio marito) che recita, in risposta al mio desiderio di trovare il regalo di compleanno a colazione: “Il regalo/sorpresa fatto trovare di mattina sul tavolo è un vezzo inutile e pretenzioso perché la sera al taglio della torta è uguale tanto sempre regalo è”, il regalo, al mio bimbo omologo, l’avevo comprato ma non incartato… con l’idea di darglielo stasera…

Quella frase, quella pretesa mi ha scosso. Ma no, porca pupazza! Il regalo del compleanno è una sorpresa mattutina ed è bello ricerverlo lì, appena svegli, con gli occhi stropicciati!

Sono volata a prendere il giubbotto, sono corsa in auto, ho preso il regalo (i “Giochi riuniti”), l’ho incartato fuori a -2°, sono tornata a casa, ho scritto su un foglio A4 “Buon Compleanno Titollo” e l’ho messo sul tavolo della colazione.

E Titollo è sceso dal soppalco, l’ha visto, l’ha aperto e contento e giudizioso, ha detto “In realtà pensavo che mi regalassi il terzo fratellino ma anche questo va bene comunque. Grazie!”.

Eeeh, caro Psycho… siamo omologhi davvero in tutto!

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4 thoughts on “Psycho ha sette anni! (Sette!)

  1. Per spezzare una lancia a favore di chi crede essere tuo marito, anche da me si scartano i regali la sera, dopo la torta!

    Ma l’importante è quello che vogliono i bambini! ^^

    Quindi buona giornata e buon compleanno Titollo!

  2. oddio..anche io allora rientro felicemente nella categoria delle donne dalle frasi fatte e dai concetti risaputi..è terribile..auguri titone!!

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