Caput! (Pioggia di vomito)

TRASLOCO? CAPUT!
Compiamo un mese in casa nuova e scopro che dei fantomatici 60 gg necessari per portare a termine un trasloco (cit. detto popolare), a noi ne serviranno almeno il doppio. Ma sono certa che abbiamo una giustificazione: innanzitutto l’abbiamo fatto quasi tutto da soli. E inoltre, ogni due lavoranti, ci sono due nullafacenti (disturbatori). Di cui una ovale piccola e uno piccolo psichedelico. Che hanno per genitori uno rimbambito grosso e una psichedelipatica.
Il tizio che dice di essere mio marito, descriverebbe la nostra famiglia così ad un assistente sociale che ci volesse togliere la patria potestà dei figli. Soprassedendo sul rimbambito grosso.
Il suo leit motiv di questo periodo è, infatti, una lunga, annoiante e continuativa lamentela su quanto i nostri figli combinino guai e su quanto io sia permissiva e “rilassata” a riguardo, su quanto sia dannosa Ova, su quanto sia distratto Psycho bla bla bla bla che dopo 10 minuti mi distraggo e non ascolto più.
Vaglielo a dire che in tutte le famiglie è così. No, lui dice che noi abbiamo sicuramente sbagliato qualcosa. Io, probabilmente, ho sbagliato qualcosa.
Ad ogni modo, la casa vecchia è ad oggi sgombra. E quella nuova ha scatoloni fino al soffitto.

CORNAREDO: PAESE CHE VAI, GENTE CHE TROVI
Cornaredo è deliziosa, un bel paesone. Gli abitanti di Cornaredo abitano in insediamenti umani prettamente orizzontali: cascine, villette, piccoli condomini. Infatti hanno lo sguardo orizzontale. Quando li incroci, ti guardano in faccia (se sei più o meno alla loro altezza), contrariamente ai milanesi, che guardano solo l’iPhone mentre camminano. O mandano SMS. O mail, col Blackberry. E comunque, guardano i piedi e non le facce.

Le donne di Cornaredo…  vediamo… ce ne sono alcune molto acchittate, a volte si ha la sensazione di essere in una balera. Ma per lo più (anche quelle acchittate) sono tutte donne amichevoli che mi hanno fatto sentire accolta!

FAUNA
La cascina Le Favaglie di San Rocco, dove abbiamo casa, è un posto meraviglioso. Non tornerei indietro per nulla al mondo. Oltre a noi vivono qui un sacco di altri animali: mantidi (tantissime), cimici, ragni grossi (uno stamane era sul braccio di Tito e quando l’ho “scossato” con la racchetta, c’era odore di barbecue), ragni gambalunga, ragnetti, pidocchietti verdi, gatti di vicini che vengono a dormire da noi e molti, molti, molti bambini.

VITA DI PAESE
Sono andata anche al mercato (accompagnata da una mamma-compagna-di-Anita). Il mercato di San Pietro all’Olmo (frazione di Cornaredo a cui sono adiacente) è un mercato adatto a persone che hanno lo sguardo orizzontale: ampio, semivuoto, godibilissimo. Le bancarelle sono uguali a Settimo, solo che non ci sono code dal pescivendolo e non ci si sgomita.

I NEGOZI DI CORNAREDO
A Cornaredo la crisi non esiste, secondo me. I negozi sono quelli che ovunque, fallirebbero. C’è il ciabattino (che fa anche le scarpe artigianali), il pellittaio (che fa anche le borse artigianali), c’è la cartolaia, una cartolaia vera, simpatica, una che ci pensa lei a spiegarti come li vogliono ricoperti i libri a scuola perché lei è la cartolaia di quella scuola lì. C’è il fiorista/bombonierista/articolodareglista.
C’è il bar del calabrese, in fondo alla mia via. Mi ha già raccomandata a quelli delle zanzariere, amici suoi, che mi hanno fatto lo sconto. C’è l’edicola del fratello del calabrese, attaccata al bar del calabrese. Negli scontrini del bar del calabrese, ci sono i numeri del lotto. Così vai a giocarli dal fratello. Almeno, io l’ho fatto una volta. Il caffè del calabrese  è buonissimo. Io che lo bevo amaro, ne so di caffè buoni o meno. Quello è il classico caffè che anche se lo bevi amaro, non ti dà il dolore al cuore ma ti piace. Lo fa sua sorella, in Calabria. Il calabrese è aperto 27 ore al giorno. E, nonostante sia uno stakanovista, quando mi incontra ha sempre un bel sorriso e si vede che gli fa piacere che entro nel suo bar e non in quello vicino che è bello, elegante “Ma nun ci va tutta laggente simphathicha che viene dha mhe!” In poche parole, sono stata adottata da una famiglia di calabresi.

GLI ZOMBIES
Abbiamo scoperto, vivendoci, che la cascina è abitata! E non da Zombies, come si supponeva ad agosto, ma da persone vive!  L’altro pomeriggio suonano al campanello. Apro e trovo due biondini che sembrano fabbricati all’Ikea con lo stampino degli svedesi, due bimbotti supertrendy di circa 9/10 anni che mi chiedono “Tito c’è?”. Psycho, alto la metà dei due biondi sbuca da dietro di me e dice: “Ah, ciao! Sì vengo“. Ha infilato le scarpe, veloce come non mai, ed è sparito per 1 ora e mezza. E Ova ha potuto disegnare tranquilla come Pinga quando non è stimolata dal fratello combina guai. Un idillio. Ova disegna, io cucino. Il Mulino Bianco. Nessuna lite, nessun litro di sangue versato. Al ritorno, Psycho è sudato, sporchissimo, stanco da morire e delirante “Ma lo fai che c’è un paffaggio fegreto fegretiffimo che collega i box alle cantine alle scale della cafa di Mattia e di quell’altro con la maglietta bianca… pieno di mofrti…” Dalla cascina, io, pretendevo questo: l’eliminazione di almeno uno dei due.

NOSTALGIA DELLA CASA-TOMBA
I nani ogni tanto mi dicono: “Quando torniamo a casa? Questa fa schifo” aaarrrrggghhh

FONO INNAMORATA
Ova (che comincia a ribellarsi anche al nomignolo “Ova”) ha iniziato una nuova scuola e oggi ha annunciato che ha due nuove amiche: Greta e un’altra che non ricordo. Dice che le ama e che se le vuole sposare.

FONO INNAMORATO
Psycho ha spiegato alla sorella che lei, che è femmina, si deve innamorare di un maschio perché poi ci deve fare dei figli. Lui per esempio, ama Claudia. Mentre Piergiorgio ama Eleonora. Anche Filippo ama Eleonora. Anche Joseph e Abdel amano Eleonora. Lui invece ama Claudia perché “Claudia è strana. E poi è bionda e ha gli occhi storti”. Il ragazzo ha le idee chiare.

PIOGGIA DI VOMITO
Abbiamo dei soppalchi meravigliosi. Sono cucce, case sull’albero, culle accoglienti! Un’idea estremamente originale di inaugurare questi soppalchi, l’ha avuta Psycho che, grazie ad un colpo di tosse sopraggiunta al momento sbagliato, ha pensato di vomitare dal soppalco.
Avete presente una pioggia di vomito? Muri, cassettiera, porta foto in cartone, pavimento, gradini della scaletta, travi portanti, specchio, porta documenti. Tutto. tutto annaffiato. Il presunto marito invece di dire: “Bravo Psycho che non hai vomitato sul letto”, piange miseria sfiga e comincia a sostenere che ‘ste cose capitino solo a noi. Continua per circa un’ora e mezza. E io dormo.

LAGO DI STERCO
Psycho e Ova sono stati portati al circo. Psycho, dopo aver mangiato uno zucchero filato tanto grosso che non era di questo mondo, un minuto prima che iniziasse lo spettacolo, va al servizio esterno a lavarsi le mani e finisce, grazie ad un ingiustificabile scatto felino, in una pozza di liquame di bestia. Pantaloni, gambe, calze, scarpe, dentro le scarpe, mutande, maglietta, canottiera… tutto. Tutto inzuppato. Tutto.
Quello lì che dice di essere mio marito mi chiama, fuori di sé e io (sono fiera di questo) prendo la situazione in mano con piglio pragmatico. Faccio rientrare Psy al circo, lo spoglio del liquame, butto a terra gli abiti e gli metto su la felpa che avevo in borsa mentre il Pata va a casa a prendere il cambio (intanto inizia lo spettacolo, una puzza che non vi dico). Mentre faccio queste operazioni, il nano psichedelico, mette un piede in fallo e mi sparisce da davanti. Praticamente vola giù con una gamba nei vuoti dei gradoni degli spalti del circo scorticandosi l’interno di un ginocchio e di un pezzo di coscia. Sangue, misto a liquame. ‘nu babà.
Il presunto marito che fa? Mi guarda e mi dice: “Adesso dimmi in quale famiglia è successo tutto questo, in fila. Dai, dimmelo” e poi piagnucola “Solo a noi, capitano solo a noi…”. ‘palle.
Mentre dice così, dal palco richiedono la collaborazione di tre bambini per lo spettacolo dei leoni marini. Psycho-merda, si alza, si mette a correre, uccide due o tre coetanei a gomitate e si aggiudica il palco. Poco dopo ci restituiscono un figlio che è stato leccato in faccia e baciato in bocca da un leone marino. Gli sarà piaciuto l’aroma di sterco del bambino.
Poi mi preoccupo che gli piace “Claudia che è strana”…

Alla prossima!

Annunci

8 thoughts on “Caput! (Pioggia di vomito)

  1. AHAHAHAHAHAHAHAH! Scusa ma dire esilarante mi sembra poco! E forse un po’ tuo marito ha ragione, ma comunque è inutile lamentarsi, bisogna agire, come giustamente hai fatto tu! ah gli uomini!

  2. Stamattina in metropolitana, tratta Molino Dorino/ Lotto: leggevo il tuo racconto e trattenevo a stento le lacrime dal ridere. Però, cerca di capire un pò quello che “vuole passare per tuo marito”…. un pò ha ragione…. nà famiglia strana così….
    Aspetto altri racconti, grazie
    Baci Loredana

  3. grazie di cuore lisa..le sfighe raccontate da te sono tutta un’altra cosa. Te ne devo mandare un po’ delle mie da trascrivere così anzichè farmi venire l’ulcera mi faccio 4 risate..e poi mi viene da dire che i calabresi sono ovunque, altro che cinesi!!

  4. Ahahaha scusa, ti ho scoperto da poco e non ho mai commentato ma stavolta….lo so che non si ride delle disgrazie altrui,ma al “psycho-merda” sono letteralmente scoppiata a ridere da sola!!

  5. Pingback: I mostri che ti fanno mamma | Casa LaLaiza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...