Dr House

Vi racconto una storia che mi ha impedito di scrivere in questi ultimi tempi. E la metto nella categoria “botteghe oscure” perché più oscure di così non si può. Spero di pubblicarne altre meno tragiche in futuro.

Mesi fa, al ritorno dalla Palestina, Ettorino, quello svarionato di mio padre, inizia a stare male. Dimagrisce, biascica, diventa pallido, è sempre stanco, fa troppa pipì.

Ma nessuno gli crede perché “per essere un 75enne è in gran forma”: me lo sono sentita dire per la prima volta dall’infermiera del pronto soccorso del San Carlo, quella volta che l’ho portato all’ospedale perché biascicava e barcollava così tanto che sembrava si fosse fumato 80 canne in una volta e dietro consiglio del medico di base, lo avevo portato lì. Poi però, quella frase me la sento dire molte altre volte: dai medici del piccolo ospedale che c’è in paese, quando con la richiesta di ricovero del medico di base, andiamo ad informarci. Lo dicono tutti quelli che non lo conoscono e non sanno che vulcano sia abitualmente. Alla fine, riusciamo a farlo ricoverare “Anche se ci sono 75enni che sembrano suo nonno, signor Ettorino”.

Ora sta a vedere che quando uno si tiene in forma perché è uno sportivo, non ha diritto di dire che si sente male… vabbé. All’ospedale fanno millemila esami: tac, eco, sangue, urina, feci, tutto.

“Signor Ettorino, lei ha poco potassio nel sangue ma è sano come un pesce! Sì ha un’ernia inguinale bilaterale, una è da operare l’altra no ma sono tranquille, in sede. Magari c’è un problema endocrinologico, la inviamo al Niguarda per accertamenti. Si faccia il Natale sereno a casa, la chiameranno dopo le feste, tanto non è urgente”.

Il “dopo le feste” è fine marzo. Nel frattempo lui deperisce, svariona sempre di più, perde completamente il tono muscolare, inizia a non volersi alzare dal letto e dormire molto, troppo spesso e accusa dolori ovunque. Ma mai, mai che si lamenta.

Al Niguarda fanno gli esami del caso: a livello endocrinologico non ha nulla.

“Signor Ettorino, fermo restando che oltre all’ernia, lei ha una lieve insufficienza renale, lei è sano come un pesce. È probabile che ne abbia perso molto per una cura cortisonica legata alla sua colite. Resta che lei perde molto potassio, le diciamo che la mandiamo a casa e si faccia una cura di potassio e ritorni qui tra un mese”.

Ettorino, motivato a guarire, segue la cura alla lettera. Nel frattempo, le gambe e le braccia cominciano a non rispondere più, accusa acufeni fastidiosi, gli sparisce la voce e inizia ad avere una strana forma di anoressia: gli viene da vomitare ogni volta che vede cibo e praticamente smette di mangiare (con grande disperazione di Letizietta che da buona moglie siciliana, se il marito non mangia, se la prende).

A inizio aprile, per farsi coraggio, decide di iniziare a uscire ma cade perché ha dolori muscolari così forti da non riuscire a camminare bene. Però sminuisce, dice che magari è normale. Sì, normale. Preoccupata che il dolore acuto sia l’ernia, lo porto di nuovo al pronto soccorso. Lo visita una chirurga che controlla attentamente l’ernia.

“Signor Ettorino, la sua ernia è a posto, sì, è da operare ma è in sede, lei ha una muscolatura perfetta! Nonstante i suoi 75 anni è davvero in gran forma. Bravo! Però è molto giù, ha il tono dell’umore sotto le scarpe. Io le consiglio una visita psichiatrica”.

Lo porto dalla psichiatra che effettivamente lo nota particolarmente giù e gli prescrive un antidepressivo.

Ettorino dopo due giorni di indecisione, prende questo benedetto antidepressivo (il Cymbalta) e inizia a vomitare l’anima.

Chiamiamo un geriatra di fiducia perché dopo due giorni di vomito, non si alza più dal letto. Il geriatra dice che non si alza dal letto perché è debole. Prescrive antiemetici e gastroprotettori.

Ettorino, povero, si sforza così di mangiare ma non ce la fa. Sta malissimo, sembra (sembra) che stia morendo.

E siamo a martedì scorso. Una volta ritirati gli esami del sangue (con un potassio bassissimo) chiamo l’ambulanza e lo porto al pronto soccorso.

Al pronto soccorso, dopo circa 3 ore di parcheggio in attesa, dato che è davvero giù, fanno un esame del sangue. Quando arrivano i risultati vengo chiamata immediatamente a colloquio da una dottoressa giovane, pallida e tesa: “Signora, il potassio di suo padre è molto, troppo basso. Quando dico troppo vuol dire che siamo in pericolo di vita. Quando il potassio è così basso, il cuore fatica a lavorare e il cervello è in uno stato di ipossia che può essere pericoloso. È gravemente denutrito, inoltre. Ora cercheremo di tirarlo su ma purtroppo non possiamo andare troppo veloci. Se lo assorbe bene, suo padre sarà fuori pericolo in 48 ore. Lo mettiamo in rianimazione”.

48…

ore…

Dopo 10 ore di flebo in giugulare, il potassio non sale. Dopo 12 ore ha una fibrillazione. Dopo poco un’altra. La terza volta va in arresto cardiaco.

Gli angeli della rianimazione lo defibrillano e fanno ripartire il cuore, lo mettono in coma farmacologico per mettere il cuore a riposo e il potassio nel sangue, così, inizia a risalire.

Dopo 48 ore viene dichiarato risvegliabile; nel frattempo i medici iniziano a fare ipotesi e a scervellarsi ma non sanno davvero che pesci pigliare: dagli esami risulta fondamentalmente sano.

Dopo un giorno piano piano prende contatto con il mondo e mi stringe la mano quando lo vado a trovare e sente la mia voce, anche se non apre gli occhi.

Dopo un giorno ancora apre gli occhi e dice che ci sono dei messicani con il sombrero che suonano la chitarra vicino al suo letto… e mentre lo dice ride come un cretino.

Dopo un giorno inizia a fare il cascamorto con le infermiere e scherza sul fatto che gli frullano gnocchi e pasta al forno e glieli danno via naso.

Dopo un giorno mangia. E rompe i cosiddetti

Oggi, con potassio stabile ma una sospetta acidosi metabolica (?), sta in nefrologia perché i dottori non sanno ancora che cosa possa essere questa cosa che l’ha preso e l’unica certezza è la lieve insufficienza renale. E da oggi, inizia l’indagine fattiva.

La bottega oscura di questo post non sono i medici, non sono gli ospedali che lo hanno rispedito a casa, non è la psichiatra che ha dato il farmaco, no. Non è il gastroentarologo che ha prescritto il cortisone che ha provocato lo scompenso. Perché obiettivamente, sono stati anche accurati nella loro anamnesi e hanno fatto quello che è stato insegnato loro: curare il sintomo.

La bottega oscura di questo post è la medicina tradizionale, in generale. La medicina che tampona, che considera le condizioni di un uomo a seconda dell’età e non a seconda di “com’era prima di stare male”, la medicina che si occupa esclusivamente di un aspetto e non considera l’essere umano come essere olistico.

La bottega oscura è Ettorino e come lui (e forse anche me), tutte le persone “d’azione” che non capiscono che a volte, se non si sta bene, bisogna dirlo al mondo e chiedere aiuto.

Ora sto andando dal pasticciere siciliano di fiducia ché mio padre vuole comprare i cannoli “Per gli angioletti della rianimazione dell’Ospedale San Carlo che svolazzano da un letto all’altro portando un sorriso, una carezza e la giusta cura”. Vorrebbe che li disegnassi ma non ne sono capace, anche se sono loro grata.

Grazie per averlo salvato.

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13 thoughts on “Dr House

    • Basterebbe che si sapesse esprimere davanti ai medici senza fare lo splendido e che trovi (come è successo in rianimazione) dei medici che valutino tutto quello che devono valutare. Grazie Mauri, vi aggiorno presto!

  1. complimenti a lui, e anche a te. chiunque si sarebbe messo ad accusare la noncuranza dei medici, e tu invece pensi a come si dovrebbe parlare per metterli nelle condizioni di fare il loro lavoro al meglio. chapeau!

  2. Il Cymbalta lo prende anche mia madre con gli stessi sintomi… una volta ne ha presi due di seguito e non ti dico che brutta notte ho passato… per il resto già sai. TVB

  3. nora mi hai veramente commosso. Mi spiace x quello che avete passato. La vita a volte è proprio senza senso. Un abbraccio a te e al tuo papà Ka

    • A parte che mi ha fatto troppo piacere rivederti l’altro giorno, ora pare che si sia capito cos’ha e l’hanno dimesso: una nefrite cronica degenerativa dovuta (indovina a cosa?) A UN FARMACO che è obbligato a prendere.
      Ragioneremo sull’omeopatia e vedremo… mah…

  4. Ciao Annalisa, mi spiace molto per tutto questo. e… meno male che adesso si è capito che cosa riduceva così il tuo Ettorino. Un abbraccio forte a LUI e naturalmente a te and family. Ciao bella. Francesca (amica Grazia)

  5. A proposito di olistico, lo sai che secondo la medicina tradizionale cinese il senso del rene e’ proprio l’udito? L’acufeni e’ un sintomo assolutamente da non sottovalutare ed e’ una freccia che punta direttamente ai reni.
    Prima del Concilio pure a me e’ venuta una lieve acufeni ed alla fine del concilio che e’ successo? colica renale!
    Tienilo al caldo, i reni temono il freddo, e fagli dei brodini: i reni si equilibrano con l’umami, che e’ il sapore del miso o del glutammato, e tanti tanti auguri!

    • SuppaRaida, mi ero persa questo tuo commento… era finito in spam e non capisco perché! Grazie di questa ennesima perla di saggezza, chissà se avrà mai voglia di farsi curare con un metodo olistico…

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