Tre modi di festeggiare la primavera

Buongiorno a tutti e benvenuti nel post “Festeggia la primavera anche tu con LaLaiza”

OPZIONE A – DALLA PISCINA ALLE STALLE

Ogni martedì da circa 2 anni e mezzo i nani vanno in piscina. Ogni martedì il rito della piscina permea il pomeriggio. Prendi i nani, gioca i nani nel giardinetto della scuola, porta i nani a casa, incontra Er Brunen che puntualmente è pronta dietro la porta con aria di rimprovero (anche se siamo in orario o in anticipo), cammina con nani e suocera verso la piscina, guarda i nani da dietro il vetro della piscina, lava i nani, asciuga i nani, rivesti i nani, riporta i nani a casa, mangia i nani con un toast (premio per essere stati dei grandi nuotatori campioni).

Ogni martedì degli ultimi 2 anni e mezzo.

Martedì sono andata a prendere i nani, ho nutrito le loro bocche da nano con dei biscotti a forma di colomba, ho dato loro da abbeverarsi. Poi li ho guardati giocare nel giardinetto della scuola, mentre con le altre mamme-attrici-famose provavamo le voci dei pupazzi che useremo durante lo spettacolo della primavera. Ho proposto loro di andare al parco, siamo andati al parco, poi il gelato, poi le altalene, poi Psycho mi ha fatto vedere che sapeva arrampicarsi in un punto altissimo del gioco da scimmie nane che c’è al parco. Una figata.

Senza sapere che a casa, nel frattempo si consumava una tragedia: Er Brunen imbalsamata dall’odio con il dito indice mummificato sull’orologio pronta ad accogliere con un ruggito misto a lamento di sacrificio la nuora ritardataria e i nani scatenati finalmente con un motivo serio per incazzarsi (un ritardo maggiore di un minuto). Peccato che la nuora e i nani dopo il parco hanno deciso di andare in fattoria a giocare con le mucche e a comprare il latte e il gorgonzola quindi non erano neanche in ritardo: semplicemente non c’erano e non ci sarebbero stati fino all’ora di cena (anche un po’ dopo).

Voi direte: ma una telefonata? Nein! Il telefono dimenticato a casa. Tutti e due.

Soddisfatti del giro primaverile, alle 19.00 siamo rientrati a casa dove il telefono dava 12 chiamate non risposte: Er Brunen, Er Brunen, Er Brunen, Pata, Er Brunen, Pata, Pata, Er Brunen, mia madre (c’è sempre una chiamata non risposta di Letizietta), Er Brunen, Pata, Er Brunen. Solo allora mi sono resa conto che era martedì.

Non vi dico che cosa sono diventata. Nell’ordine: non so educare i figli, do messaggi di instabilità, non sono capace di dare valore ai soldi, sono io la bambina non loro, provoco dispiacere, faccio piangere, faccio disperare, faccio soffrire chi la vita la coglie davvero, con serietà perché non sono una persona seria. E a un accenno di difesa: non accetto le critiche.

È proprio vero! :-D

Soprattutto a primavera! :-D

OPZIONE B: LOGOPEDIA, COS’È CIO’?

Mercoledì ricevo una telefonata dal centro dove faccio fare logopedia a Psycho: “Venerdì non c’è la logopedista”. Bene, penso. Così lavoro di più.

Manco a dirlo: venerdì ero lì. Persa una mattinata di lavoro, inutilmente.

OPZIONE C: IL CINGALESE INTRAPPOLATO

Chamìn è il mio uomo delle pulizie. Un santo: mi sta cercando di insegnare a essere ordinata. Avete presente SOS Tata? Ecco, lui è la Tata Lucia delle pulizie. È il genio dell’ordine, dell’ortogonalità, dei vetri lustri, della cucina e dei bagni puliti. Parla solo ed esclusivamente la sua lingua oltre a un inglese maccheronico. Cioè: immagina di parlare inglese inventando le parole come nella sua lingua suonerebbero in inglese. Ride molto e sbaciucchia i bambini e porta loro un sacco di dolcetti. Ha una moglie che sembra una principessa, in Sri Lanka. E un bambino. Di due anni. Non lo vede da un anno e mezzo. Però a giugno parte e va da lui e io riempirò quel bambino di regali.

Insomma, Chamìn ha solo la chiave di sotto di casa mia e quando so che deve venire e io sono fuori per lavoro, chiudo con la chiave di giù e lui entra. Il mercoledì lui viene, mi fa lezione di pulizie di casa, io lo seguo per un po’ poi esco a prendere i bambini. Se c’è bel tempo, dopo aver preso i nani io sto fuori e quando lui finisce, chiude sotto e se ne va.

Mercoledì scorso (primo giorno di primavera) sono uscita di casa e c’era davvero una giornata che era proprio primavera. Siamo tornati a casa alle sette meno un quarto. Solo che con la chiave sotto la porta non si apre. Strano. Riprovo, nulla. Provo con quella sopra, si apre. Penso: “Er Brunen è entrata in casa alla ricerca di segni che le permettano di sottrarmi la custodia dei figli”. E invece trovo Chamìn dietro la porta, con un sorriso fatto di dentoni e che dice: “The key, chiave, tu out, uscita, chiusa porta ehehehe eheheheh tu matta, the key, io no key up, sopra, the key!” e io resto basita.

Chamìn è rimasto per circa due ore intrappolato a casa. E ride…

Io non so cosa fare per riparare, lui vive a Corsico e allora dico con fare autoritario: “Bambini, non toglietevi le scarpe! Chamìn ti porto io a casa!”

Mi guarda con il vuoto cosmico negli occhi: non ha capito.

“Chamìn, I drive brum brum brum i take you at home casa, Corsico va bene?”

“Nonononononononononono, tu no guida me!” E nel frattempo fa il segno che sono toccata in testa e ride, scappando dalla porta e mostrandomi tronfio il biglietto del bus.

Cioè: non vuole disturbarmi o… o non si fida?

Dalla lestezza con cui ha preso la via d’uscita, non ci sono dubbi…

Certo che se per farsi prendere in giro in inglese maccheronico è sufficiente che inizi la primavera…

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15 thoughts on “Tre modi di festeggiare la primavera

    • Ce ne dovrebbe essere uno in ogni casa. È favoloso. Ci ha ha anche portato a pranzo al ristorante Sri Lanka per festeggiare “a distanza” i 2 anni del suo bimbo insieme agli amichetti italiani. Hai parole? Io no, soprattutto perché tutto questo me l’ha spiegato a gesti!

  1. vivo a 600 km di distanza dai nonni tutti. pensavo fosse una tragedia l’avere sulle spalle tutto il bagaglio nani-casa-findus e nessuno su cui contare.. invece il trasloco milano-roma ha cambiato il mio status da: “madre scellerata-snaturata” a “mamma libera e felice”.
    TRASLOCA PRESTO AMICA CARA!!

  2. Primavera: si attiva l’energia del Legno, e sai qual’e’ l’emozione del legno? La Rabbia.
    Per cui preparati alla piu’ lunga sequenza di pretesti per litigare dell’anno, perche’ tutti quanti, in questa stagione devono buttar fuori qualcosa, ed e’ indifferente su chi.
    Incazzati anche tu, in questo periodo e’ salutare!

    • Grande Raiden!!! Ieri ero incazzata, incazzatissima. Nel pomeriggio ho fatto un lavoro sulla rabbia a psicodramma che è stato meraviglioso, sono uscita leggera come una piuma e sai perché? Perché finalmente l’ho riconosciuta, non me ne vergogno più! Ho imparato ad incazzarmi e dopo quel lavoro ho trascorso una delle serate più leggere e divertenti degli ultimi tempi!!
      :-D
      Ma sei un indovino? Ti adoro.

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