Il topo dei denti

Pensierino: E’ caduto il primo dente del mio figlio più grande.

Era da giorni che dondolava. E dondolava, quel chiodino lì, l’incisivo inferiore sinistro… e Psycho era abbastanza tronfio della cosa.

“Fto diventando grlande! L’avevo detto io che da remigino mi cominciavano a cadere i dentini!” (i remigini sono gli “anziani” della scuola materna, quelli dell’ultimo anno, NdA).

Com’è come non è, ieri sera quel dentino lì era proprio attaccato “per la pelle del culo” (fine espressione coniata dal Pata) e dopo varie peripezie di indecisioni psicotiche “Toglimelo tu mamma… no no no no! Non toccarlo! Me lo tolgo io!”  TOC TOC (è Er Brunen): “Lisa guarda che quel dente glielo devi togliere in fretta se no stanotte se lo ritrova in gola, vai toglilelo tu che sta per cadere!” . Il pata: “Ma come si fa io non ho il coraggio, oddio che schifo!”… mbé, il dentino ci ha tolto dall’imbarazzo e si è schiodato da solo.

Psycho era a letto in chiacchiera con il suo papà e ad un certo punto lo ha sputato.

Erano le 23 ed è cominciato il bailame. C’era vento quindi eravamo tutti un po’ elettrizzati già di nostro (a noi basta il vento a farci drizzare i pensieri).

Prendi il dentino “Uuuuh, che bravo, che bello complimenti cucciolo di mamma e di papà!”, vai in cucina, metti il dentino sotto la tazzina per evocare il topino dei dentini… arriva Ova che sembrava dormisse: “Ma allora? Sto dentino? E a me non cade? Quando mi cade a me che il topo mi porta il dolcetto? Eh mamma? Eh? Quando? Quando? Bravo Tito! Bravo! Sei stato braviffimo!”

E giù a scrivere la letterina al topo come se fosse Babbo Natale (infatti ad un certo punto Ova, limitata, ha chiesto se fosse vestito di rosso e arrivasse con le renne!).

Il succo è che:

1) Sono andati a letto a mezzanotte per scrivere al topo, disegnare delle cose che potessero piacere al topo, tagliare il formaggio al topo, sistemare il dentino che magari serve al topo per arredare casa, immaginarsi cosa avrebbe portato il topo…

2) Nella lettera al topo Psycho non ha scritto desideri se non quello che il topo gli rispondesse (tenerezza infinita e grande soddisfazione di uno Psycho che antepone la magia del topo al regalo fattivo).

3) Il topo è arrivato (davvero!) e ci ha portato le caramelle e due soldini per Tito.

4) Ho scoperto che mio figlio è nerd peggio me. Mi ha detto che con i soldini del topo si vuole comprare un modellino di “Super Robot 28” per sé e un modellino di “Astro Boy” per la sorella, da Yamato Video. “Mon Cicci!!!” correggeva Ova. E lui: “No!!! Tu vuoi Astro Boy e basta!” e Ova: “No! Voglio Mon Cicci!” e lui “O-VA SO-DA! Ti ho detto che tu vuoi ASTRO BOY!”

5) Oggi, grazie al topo, al dente e al bailame, è stata una giornata speciale che non dimenticherò per tutta la mia vita.

Grazie, mi viene da dire. Non so a chi.

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8 thoughts on “Il topo dei denti

  1. viva i topi dei denti! ritieniti soddisfatta e fortunata ad avere due nani così… ad esempio paragonali alla mia, nota materialista venale: non vede l’ora di perdere i denti per accumulare denaro da spendere in men che non si dica in puttanate (licenza poetica) che durano meno della mia pazienza; la penultima volta si è lamentata perché il maledetto roditore ha portato “solo” un euro, e l’ultima volta sogghignando malvagiamente mi ha detto: ma se babbo natale non esiste, allora neanche il topino esiste! allora i soldi me li dai tu!!
    io non desisto, e tenterò sempre di insegnare poesia e spirito, anche se ormai so che è una lotta contro i mulini a vento..
    valeria

  2. Grazie a chi?
    Grazie a chi gli ha insegnato a credere alla fantasia, non a parole, ma vivendola in prima persona.
    Si fa presto a dire: “Stanotte viene Babbo Natale” ma trasmettere l’intensita’ dell’attesa, la magia del momento, la _FEDE_ che un ciccione barbuto vestito di rosso che cavalca renne volanti arrivera’ in casa e lascera’ doni BEN CONSAPEVOLE se il destinatario sia stato buono o cattivo e’ tutt’altra cosa, e’ un’energia che si trasmette e non si insegna.
    Se i tuoi figli sognano e’ perche’ hanno visto sognare i genitori vedendoli vestiti da pirati a vivere una vita da sogno.

  3. Tzè, sotto la tazzina… a casa mia i miei eroici genitori sfidavano la sorte facendoci mettere i dentini sotto il cuscino e durante la notte con abile scaltrezza uno dei due (mai saputo chi) infliava la manina sotto, estraeva il dentino e ficcava i soldi… siete proprio gli avventurosi pirati dei miei calzari! :P

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