Vecchiette al castello

QUIZ: Siete fortunate come LaLaiza che può portarsi il lavoro al mare e avete due possibilità: trascorrere nottata in un locale catanese very cool, very in and very catchy e assistere a un concerto di una band very cool, very in and very catchy con un amico o, in alternativa, andare a vedere un concerto di solo piano in un castello alle 7 e mezza di sera con un’amica che a dire il vero non conoscete neanche molto bene (ma che vi ispira).

Se avete optato per la prima scelta: bravi scemi! Siete dei supergiovani rimbambiti pronti a spendere in benzina, alcool e ore di sonno per avere indietro evanescente divertimento da due soldi.

Se invece siete degli assennati vecchietti come me, bravi! Avrete sicuramente scelto la seconda opzione.

L’amica: Roberta. Di origine Calatabianese ma adottata dalla bella Sarzana, la conobbi l’anno scorso. Roberta è mamma di Giulia, una bambina mora riccia e scatenata di due anni e mezzo.

Vicine di ombrellone al Lido Aurora, ci ignorammo bellamente per 15 giorni fino a che io ho decisi che “quel lido non fa per me, troppo noioso, vado alla spiaggia libera almeno cambio posto ogni giorno”.

L’ultimo giorno di lido, ecco, l’amicizia scoppiò col fragore di mille scintille. Per cui, i giorni successivi di vacanza, furono segnati da infinite vasche avanti e ‘ndrè dal Lido Aurora alla spiaggia libera e viceversa.

Roberta è un pozzo di proposte allettanti che butta lì con noncuranza come fossero noccioline, con la vocetta un po’ così, da maestra (è prof di matematica), lo sguardo vispo e la fascia colorata in testa.

Io accorro, snaso le noccioline, le raccolgo, faccio per mangiarle e mi accorgo che, invece, sono perle. Non commestibili ma preziosissime!

L’anno scorso propose un giro catanese che si rivelò una giornata degna delle migliori: inizio con una bella granita a colazione (più brioche e panna), giro al mercato (e che mercato!!!), giro per il centro, mostra biennale, mercato del pesce, panino di ritorno ad Aci Castello, sul belvedere… come non accettare l’iniziativa di andare al castello invece che andare disfarmi ad un concerto in, cool e catchy?

Via, al castello!

Il Castello Cruyllas di Calatabiano: è un sito storico antichissimo (bizantino, poi arabo, poi normanno e poi spagnolo del X secolo) da poco riabilitato ad area multifunzione.

Io e Roby, dopo aver indossato vestito chic e rossetto, ci siamo arrivate con la nuovissima funicolare/ascensore. Prima bisognava arrivarci a piedi, percorrendo un’antica e suggestiva scalinata scoscesa e difficile. Il castello è in una posizione panoramica da brivido: da lì si vede la Valle dell’Alcantara, l’Etna, Calatabiano, Taormina, Castelmola e poi, ad azzurra corona di tutto, il mare. Ed è stato tutto uno scioglierci in “Che bel paesaggio”, in “Guarda che luce meravigliosa c’è all’imbrunire“, in “… l’Etna, è magica“, in “Che bello che ci siamo prese questa serata tutta per noi”

Il concerto di Ferdinando Marco Terranova è stato sorprendente, un ottimo pianista (che, tra l’altro, è nato nell’82… un bebè). Liszt e Bauer interpretati alla grande. Ero dentro quel piano, dentro completamente, con tutte le orecchie, le emozioni, la pelle. Un concerto ascoltato in una sala dove per oltre mille anni ci ha camminato gente… una consapevolezza che quando calpesto il suolo di siti storici così antichi, a me dà il capogiro e mi sembra di sentire le voci di chi ci è passato prima di me, così, un vociare indistinto, le voci tutte insieme.

E poi siamo entrate nel museo multimediale, abbiamo visto il ristorantino, il bar, la sala degli scheletri rinvenuti con gli scavi e la ristrutturazione, dove proiettano anche l’appassionante “Calata di San Filippo”.

Alle 21.30 eravamo già a casa, soddisfatte.

E ora mi viene da dire che il trascorrere del tempo mi ha migliorata:

1) fino a 5/6 anni fa anche solo l’idea di un concerto per solo pianoforte mi avrebbe fatto stramazzare a terra senza sensi e avrei preferito fare una giornata da muratore piuttosto che ammorbarmi di noia in quel modo.

2) fino a 5/6 anni fa, mi sarei rosa le budella all’idea di essermi persa una serata cool-in-catchy

3) fino a 5/6 anni fa, avrei considerato la mia amica Roberta una ragazzina con cui non si poteva certo uscire (ha 6 anni meno di me)

4) fino a 5/6 anni fa, alle 21.30 la serata doveva ancora iniziare. Alle 22.30 pure. Alle 23.30 ci si inizava a muovere.

5) Il castello di Calatabiano era il posto dove, quando ero ragazzina, andavo a cercar pace con gli amici del paese. Era un rudere pericolante e pericoloso, a 20 minuti a piedi in salita da tutto. Stavamo lì tutto il giorno, in bilico tra un fosso e una tomba. Mai avrei pensato che con gli anni, anche in Sicilia, si sarebbe arrivati a sfruttare così intelligentemente un sito di tale bellezza, valorizzandolo, manco si fosse in Francia.

Spero di tornarci col Pata, per una cenetta romantica, in un tavolo per due, con la vista sulla valle del fiume Alcantara. Sto già organizzando…

Com’è rilassante essere vecchietti!

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7 thoughts on “Vecchiette al castello

  1. Ho cliccato il link al castello di Cruyllas e sono rimasta senza fiato, che meraviglia!
    Per il concerto di piano, mi sento come te cinque/sei anni fa…il solo pensiero di prendervi parte mi fa addormentare…

    Per il resto, sarà che sono vecchietta dentro, ho apprezzato tutte le cose che avete fatto insieme.

    Un’amica come la tua è un dono prezioso!

  2. E io invece, manco a dirlo, lo sai già, vecchietta ci sono nata… :-)
    Benvenuta nel club… bello questo post.
    Bacio *

  3. Scusate ma per la cronaca il pianista in questione si chiama Ferdinando Marco Terranova….Quel giorno avevano sbagliato le locandine!

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