Trust us, drink Kalashnikov Vodka

Ieri sera, concerto di Roger Waters, The Wall. Ci sono andata con la Mikymouse, quella amica con cui condividi tutto e quando avevamo 15 anni, eravamo convinte che The Wall l’avessimo scritto noi tanto sembrava un vestito sartoriale su misura per il nostro sentire di adolescenti al tramonto degli anni ’80.

Per una acuta recensione dello spettacolo, andate sul blog di Rockol, la recensione più azzeccata che ho letto è lì, a firma Alfredo Marziano.

Per quel che mi riguarda, ieri sera, al Forum, ho vissuto momenti davvero intensi, uno spettacolo eccezionale, tanto da farmi pensare che ad oggi sia il più bel concerto a cui abbia mai assistito! E’ come se, per anni, avessi atteso di capire davvero cosa Roger vivesse dietro il muro… e ieri io l’abbia finalmente scoperto.

Ma non è solo una questione di spettacolo, c’erano altri fattori. Innanzitutto ero al secondo anello, di fronte al palco. E ho respirato il sudore della gente, ho inciampato nelle gambe dei vicini di sedia… una vera spettatrice d’assalto, poesia di folla, tuffo di corpi, meraviglia! In secondo luogo per la compagnia: una amica pazza (come te) che ti canta accanto nell’orecchio (come fai, del resto, anche tu), sbraitando ogni singola parola di un album che abbiamo masticato e digerito per almeno millemila ascolti nella nostra vita, di cui centocenti insieme… ebbene, tutto questo è impagabile. (Se siete curiosi di vedere in che condizioni eravamo dopo le due birrette e le patatine, andate a curiosare tra le sue foto di FB).

Ma la cosa più importante è che finalmente ho ascoltato “Mother” dal vivo, facendo un po’ pace con quella canzone. Quando la ascoltai per la prima volta, rimanendone affascinata e amandola all’inverosimile, ero molto più figlia di quanto non lo sia adesso. E ho odiato una verità che mi veniva sbattuta in faccia, con quella canzone: io avrei voluto volare via ma c’era chi tentava disperatamente di tirarmi giù, forse per paura di perdere il mio amore. Ora, invece, sono dall’altra parte della barricata, sono quella che rischia di costruire un muro intorno ai propri piccoli. E di confondere il proprio amore con possessività, con preoccupazione, con desiderio. Non so cosa mai riuscirò a fare ma sono certa che sarà difficile, più di quanto immaginassi. So che mi impegnerò per essere quello che sento e sono, autenticamente, nei confronti delle mie creature. E se per loro riuscirò ad essere un solido ramo a cui appoggiarsi, quando i dovranno spiccare il loro volo di nani alati, sarò una madre felice. E mai vorrei sentire da loro la frase

“The child is grown, the dream is gone”

che ieri Roger ha vibrato durante Confortably Numb… ma mi piace pensare che i loro sogni restino vivi dentro di loro, anche grazie a me.

Un’ultima amara considerazione sociale, dopo aver visto le animazioni sui candidi mattoni del muro dove a posto delle bombe, piovono dagli aerei di guerra i simboli distruttivi delle multinazionali del petrolio.

I miei figli sono vivi e vivono in pace. Ma a costo di cosa?

“Trust us, Drink Kalashnikov Vodka“, c’era scritto sul cinghiale voltante, idea promozionale di Pink.

Mi viene da rispondere:

“No fucking way”.

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7 thoughts on “Trust us, drink Kalashnikov Vodka

  1. Strepitosa serata. Ogni tanto ci vuole…
    C’è stato un lungo periodo in cui mi sentivo troppo figlia per diventare madre a mia volta. Forse perchè alla fine ero riuscita ad uscire dal nido e volevo godermi la mia libertà. Adesso che sono mamma, mi chiedo spesso se saprò evitare gli errori di mia madre, se davvero riuscirò a tradurre le parole in fatti. Riuscirò a non far diventare l’amore una prigione? Sicuramente mi impegnerò affinchè questo non succeda.

    • L’amore è sempre un po’ prigione, secondo me. Quando diventa libertà però diventa amore con la A maiuscola. E posso confermare di averlo sperimentato… e lo farai anche tu, un giorno, ne sono certa! :-)

  2. Brividi e cuore <3 che si scalda mentre leggo le vs riflessioni, io sono con voi, fino al midollo, sintonia totale e anche io lotto ogni giorno affinchè Aurora che, con la Lilli, è l'unico essere vivente con la quale vivo, mi percepisca come vera, e ce la metto tutta per essere DIRETTA AUTENTICA ME STESSA a qualsiasi costo (sad, happy, but REAL!!!) Cazzo abbattiamolo questo mulinooooo ! Grazie per quello che mi state passando, in qst momento. Vi amo.

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