Vale del Mondo Fatato loves Chinatown

Carissimi lettori,

Oggi inauguro una nuova categoria che si intitola “Botteghe Oscure” in onore della geniale rubrica di Cuore (chi ha fatto il liceo alla fine degli anni ’80 sa) che però non tenderà ad evidenziare l’assurdità dei nomi di alcuni esercizi commerciali bensì la cafonaggine o inadeguatezza di alcuni negozianti.

Quante volte siete stati trattati male da un negoziante? Quante volte vi hanno guardato storto per qualcosa che avete fatto in un negozio e siete certi non sia nulla di male? Quante volte hanno cercato di fregarvi? O, più semplicemente, quanto è antipatico quel tipo lì che sta dietro il bancone che già viviamo in una città di m… e proprio per questo sarebbe tanto bello essere più cortesi, invece quel tipo lì proprio è musone, antipatico e vi fa venir voglia di scappare lontano?

Bene, oggi inizio a parlare male di chi se lo merita. E secondo me chi sta dietro il bancone, quando si trova davanti una persona gentile, dovrebbe sempre esserlo a sua volta.

Non partirò con esperienze mie personali perché ultimamente me n’è capitata una che devo ancora digerire e nonostante io abbia già avuto la mia vendetta, non sono ancora soddisfatta (ne leggerete presto).

Parto, invece, da un messaggio della mia amica Vale Del Mondo Fatato.

Vale è una mia amica da tempi immemori. Ha circa la mia età, è bionda stile svedese, con gli occhi azzurri. Un tempo aveva un negozio che per come era acchittato sembrava il covo di due fate (lei e sua madre): gioielli, vestiti un po’ fiabeschi, articoli da regalo originali e bambolosi… quando entravi nel suo negozio, non riuscivi ad uscire senza aver comprato qualcosa e se avevi dei regali da fare, i pacchetti che la Vale faceva, erano davvero speciali. Quelli che a te, invece, riescono tipo con lo scotch storto e che non tiene.

Le fate dei mondi fatati, quando sono catapultate nel mondo reale, tendono a mantenere pura la stirpe silvana. Vale si è infatti sposata un elfo. E’ un po’ un esagitato mentre lei è una tranquilla ma, dall’aspetto, ti immagineresti le orecchie a punta che sono lì lì per uscire dai riccioli biondi… E le figlie (rigorosamente femmine e fate) che sono uscite dai due, inutile dirlo, sembrano due modelle di Anne Geddes. Bionde, occhioni azzurri, sguardo fatuo.

Dicevo, la Vale stessa, soprattutto d’estate, sembra una fata: vestiti colorati, gonnelloni, i suoi occhi azzurri… è tutto un fiabare al suo passaggio… finché… finché non apre bocca. Sì perché Vale del Mondo Fatato ha una sola morale, una sola etica, una sola attitudine, una sola legge che domina sul raziocinio nella condotta quotidiana: il turpiloquio.

E proprio da una sua mail in cui dà il meglio di sé, mandata in collettiva a tutte le sue più care amiche, che ho avuto l’idea di inaugurare questa nuova categoria di post.

Leggete cosa mi scrive:

ATTENZIONE – chi è sensibile alle parolacce e agli insulti, si fermi qui.

Oggetto: STRONZO

“Sabato, dopo mesi e mesi di telefonino rotto (quelli sufficenti a far scadere la garanzia), sono finalmente riuscita a portare il mio amato cellulare in un centro Nokia per farlo riparare. Il tipo lo prende in mano, lo guarda riuscendo a vedere solo il colore e il modello e mi dice: “Sono 71euro, per ripararlo, però i dati li perde tutti le conviene comprarne un altro”.

Primo, sei un brutto figlio di puttana perchè io al mio telefono voglio bene.

Secondo, o hai i raggi x come superman o non capisco come hai fatto a valutare l’entità del danno.

Terzo, non capisco perchè mi dovete cancellare tutti i fottuti dati

Infine, è un telefono con pochi mesi di vita pagato 180euro (troppi).

Me me vado arrabbiatissima.

Mi viene in mente che i cinesini dell ex bar Papalia tra un cappuccino e un caffè riparano anche pc telefoni ecc… corro!
Il cinesino dietro il bancone non sa dire una parola in italiano ma la sua donna (notoriamente più intelligente) traduce: “Si è lotta una saldatula…sono 8eulo e pel domani è plonto”.

Volevo baciarla in bocca!
Non mi hanno cancellato neanche un numero e il mio amato telefono è come nuovo!
Ora mi chiedo: perchè brutto figlio di puttana volevi farmi buttare via 180euro? Perchè per dispetto se decidevo di ripararlo volevi cancellarmi numeri foto e messaggi?

Perchè sei uno stronzo e ti auguro una diarrea fulminante quando sali in metropolitana per tornartene a casa!

Stronzo.
Dovevo rendervi partecipi dell’odio che provo per il commesso della Nokia in via Solari”

Dite che mi querelano?

Vorrei davvero tanto ricevere un po’ di mail tipo questa (non è necessario che raggiungiate i livelli della fatina quanto a parolacce). Segnalazioni da altre città, magari posti dove se devi allattare urgentemente ti guardano come se fossi una ladra o posti dove sembra che stai facendo un favore ad entrare…

Ma non voglio fermarmi qui! Dato che, in fondo, sono molto buona e non godo nel parlare male delle persone, se ci fossero invece, posti dove siete stati particolarmente bene e dove avete trovato persone gentili, sarò felice di inaugurare la categoria “Botteghe Chiare”… chissà mai!

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14 thoughts on “Vale del Mondo Fatato loves Chinatown

  1. Guarda, ti ringrazio per aver iniziato questa cosa. Devi sapere che fra le settordicimila cose che io non sopporto, fra i primi dieci posti ci sono proprio i negozianti barbosi. Quelli che tu entri nel loro negozio con le migliori intenzioni del mondo, con cortesia sorridi e chiedi anche scusa per il disturbo e loro ti rispondono a pesci in faccia come se tu fossi entrata sbattendo la porta e mandandoli affanc**o.
    sarò molto contenta di partecipare a questa cosa ma solo se potrò essere vol… esplicita come Vale Del Mondo Fatato ed anche più, volendo.

  2. Proprio nei giorni scorsi mi è capitato di entrare nel negozio più fashion della mia città, che in prospettiva di un rinnovo locali aveva messo tutto in saldo fino al 70%. Una mia amica, a casa malata, mi aveva chiesto di passarci per valutare ed eventualmente comprare due camicie da uomo (che si era fatta mettere da parte) per due comuni regalo di compleanno.
    Sono stata subito redarguita dal commesso bellimbusto (che mi ha prima squadrato da capo a piedi per capire se rientravo nel target del negozio) per essere passata con un giorno di ritardo rispetto a quanto pattuito con la mia amica e che quindi avevano dato via il materiale.
    Poi mi ha esposto ciò che era rimasto consigliandomi di consultare comunque la mia amica. Così ho fatto e mentre ero al telefono, una solerte commessa è passata a rimettere a posto tutte le maglie che mi era state appoggiate, gasp!, e poi il vuoto…nonostante avessi finito da un pezzo di parlare. Indignata per questo atteggiamento, me ne sono andata senza salutare e non credo che rimetterò mai più piede in quel negozio.
    Nella città di provincia in cui vivo i negozianti, ma pure i commessi, hanno spesso questo atteggiamento spocchioso, sembra quasi che si dispiacciano del fatto che tu compri e allora auguro loro forti e copiose scariche di diarrea!

    • Serena! :-) (mamma mia, non scrivo da un botto), ma che stronzo il tipo! Guarda, ti consolo raccontandoti una “bottega chiara”: il mattino seguente questo post, sono andata all’S Lunga di Settimo Milanese, era circa mezzodì ed ero con Psycho che stava diventando molle per la fame.
      Il salumiere, carino e gentile, ha notato questa cosa e senza che gli chiedessi nulla, mi ha domandato se il bambino mangiasse la bresaola. Gli ho risposto di sì e senza por tempo in mezzo, ha tagliato tre fette e gliele ha offerte. Questi atti ti cambiano la giornata…

  3. Io ho portato il secondo dei miei amati blackberry, prima di passare all’ iphone da un cinesino a farlo riparare, perchè oltre ad essere sopravvissuto a un bagno nella miso soup colpa della ns comune amica Dorina e a una caduta nel water di mtv, aveva perso la rotellina centrale.
    Euro 20 ed è tornato come nuovo, ed è passato a Ste che ne sta facendo uso smodato…
    Per il primo blackberry, per lo stesso problema, mi avevano fatto spendere 200 euro (praticamente me ne hanno dato uno nuovo, senza batteria)…NO COMMENT

  4. cuore… cuore!!! che meravigliosi ricordi hai scatenato con una sola, semplice, breve parolina… non lo rifaranno mai più un colpo di genio così… grande leez!

    • Eh… ti ricordi il colorino verdastro? E la carta ruvida? e la classifica delle 5 cose per cui vale la pena di vivere tra cui Enzo Catania detto il Turbominchia? :-D

  5. La mia è una storia che a tratti si tinge di tristezza.

    Era passato giusto un mese dal terremoto de L’Aquila, e qui a Teramo regnava il terrore, l’ansia, non si parlava d’altro. Contemporaneamente, molta era la voglia e la spinta di solidarietà nei confronti dei nostri vicini di casa sfortunati. La mia ragazza per lavoro fa il clown, e quindi insieme ad alcune sue colleghe aveva deciso di andare sulla costa, negli alberghi dove risiedevano gli sfollati, e cercare di tirar su il morale ai bambini, ovviamente per volontariato.
    La mia vicina di casa ha un ingrosso di prodotti cosmetici e forniture per parrucchiere ed estetiste. Senza esitare, siamo andati nel negozio di questa nostra conoscente per chiederle se avesse voluto donare qualche trucco o accessorio per i clown suddetti.
    Ebbene, non appena entrati nel negozio già si respirava quella deliziosa cappa di ansia tremenda che era tipica di quel periodo post-tragedia: i pochi clienti che stazionavano sulla soglia per paura di entrare più all’interno, i discorsi sconclusionati conditi di ansia e orrore, insomma il clima ideale per muovere a pietà anche l’Arpagone più insensibile e farsi regalare qualcosa (in quel periodo riuscivamo sempre a farci offrire l’aperitivo o la pizzetta se con noi c’erano i nostri amici sfollati).
    Quando fu il nostro turno, spiegammo alla negoziante (mia vicina di casa e conoscente da ormai dieci anni) la nostra situazione e le chiedemmo se aveva degli acquacolor o dei pennelli.
    Appena ella si rese conto di cosa le chiedevamo, cambiò completamente espressione. Si intristì, si innervosì e cominciò a roteare gli occhi e tossicchiare, fino a dire: ” Ma ve li devo dare gratis?”.
    Naturalmente, sprofondammo in un imbarazzo totale; noi, non abituati a chiedere cose in regalo, che già ci sentivamo in imbarazzo a fare questa cosa ma eravamo spinti da un sincero sentimento di ingenuità… noi, così fessi da credere che chi si inzuppa nel brodo dei buoni propositi e dei sentimenti autentici abbia davvero buone intenzioni e non sia solo un ipocrita…
    Alla fine, la signora ci regalò un paio di pennelli per il trucco e alcuni colori che evidentemente le erano caduti, non so, la confezione era incrinata, ovviamente non sufficienti per quello che serviva alle ragazze.
    Andammo a comprare il resto da un’altra parte.

  6. Vogliamo parlare del tizio che lavora allo sportello della biglietteria ferroviaria della stazione di… ma si, diciamolo, va… SEVESO (MB)?
    Un ragazzetto dall’aria strafottente e poco gentile che, l’latro giorno, chiuso nel suo bel gabbiotto, stava beatamente leggendo il suo libro e ciucciandosi un chupa chups, mentre io gli ponevo domande su abbonamenti, bonus e aumenti… rispondeva senza mai alzare lo sguardo verso di me e… udite, udite… col suo bel chupa chups sempre in bocca!!! PARLIAMONE…!!!
    Che aggettivi vi vengono in mente per uno così?
    Il primo che è venuto a me è stato: “FACCIA DI ME..DA”!!!

  7. Pingback: C/££0 di B(^^A di merda, io sono Anita! (se siete buddisti non leggete questo post) « Casa LaLaiza

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