Petizione e compromesso: delitto e castigo

Oggi, il compromesso.

Quale sia il significato dell’acquisto di una casa, per una famiglia, se ne può parlare per anni. Nel nostro caso non c’è stato il classico iter: fidanzamento, acquisto casa, arredo della stessa, matrimonio, figli.

No.

Nel nostro caso c’è stato che ci siamo conosciuti al Bosco in Città mentre lui curava il verde, da obiettore di coscienza e io facevo l’animatrice ecologica con i bambini. E lui ha pensato: “Che bel culo!” mentre io pensavo: “Con questo pel di carota i figli mi verranno bene” e in una notte di temporale, durante una delle mille feste notturne, ci siamo baciati. Due ragazzetti superficiali, a dirla tutta. Un giorno, riceveremo il giusto castigo.

Avere il cervello scollegato in più parti che spesso non comunicano fra di loro rende la vita davvero complicata. E io sono così.

Ad ogni modo, la cosa che io desideravo dal patato erano i figli e poi, quindi, è arrivato il matrimonio. Lui mi ha chiesto di sposarlo dopo che gli ho rotto le balle e mi ha regalato un anello d’acciaio con su disegnate delle spade. Un presagio azzeccato.  Il detto “fratelli coltelli” lo adatterei infatti a “Patato affettato”. Il gusto pessimo del Patato è divinatorio.

Me lo ha chiesto quando aspettavo Psycho, al 4° mese di gravidanza, in mezzo alle rovine del castello arabo-normanno di Calatabiano, luogo a me caro, dove vado in vacanza da sempre. Dopo 20 minuti di strada in salita per arrivarci. Sudati. Che carino, però!

Poi è nato Psycho e ci siamo dimenticati del matrimonio. Dopo qualche mese però gliel’ho ricordato io e lui ha detto: “Ah, sì, va bene, pensavo che una volta che te lo avevo chiesto era tutto ok, ci potevamo sposare tra 20 anni, con calma. Tanto il mio amore non cambia, non è di meno”. Non si chiama Patato per niente. E io non avrei istinti omicidi ogni 5 minuti.

Quindi, dopo esserci trasferiti in una casa più grande in affitto, il matrimonio. Poi Ova, mandata da Gesù come premio per esserci sposati in Chiesa (in gran segreto perché il Patato, comunista, non voleva farlo sapere in giro).

Però è stato bello, quel matrimonio segreto il venerdì sera, nella chiesupola delle suore a Cesano dove io ho frequentato l’asilo. Con gli amici sorpresi, i parenti avvisati il giorno prima. Il Patato era emozionato, io un po’ meno però ero contenta!

La festa, naturalmente, è stata fatta al Boscoincittà, dove ci siamo conosciuti. Abbiamo ripetuto la cerimonia, gli officianti sono state Miss 5 Sensi e Boschella, due personaggi che portano le scolaresche in giro per il Bosco.

Detto questo, oggi ci si va ad impegnare per l’acquisto di una casa. E questa cosa non mi fa stare tranquilla. Per me mettere radici è difficile però, forse, ora, è necessario. La sensazione è quella di legarmi troppo ma fortunatamente so anche sciogliere i nodi. Il Patato mi ha rassicurato a modo suo, chiedendo all’immobiliare: “E se da qui alla consegna ci separiamo?” E l’immobiliare, uomo d’affari illuminato, ha risposto: “La vendete”. Ora sono davvero molto più tranquilla. già. Come un mare in tempesta.

Ad ora il Patato è di là che legge la bozza, si è preso circa un’ora per leggerla. Io la dovrò leggere dopo perché, lui dice: “Se la leggiamo insieme, mi confondo, non prendertela, tu vai troppo veloce”. Quindi a me resteranno 5 minuti per digerire un altro legame, così vincolante.

Ma in realtà c’è un’altra cosa importante, davvero importante che motiva questo post. Non vorrei fare politica ma è chiedo il vostro supporto per una petizione: l’Amministrazione comunale di Milano ha respinto la richiesta di proroga della convenzione con Italia Nostra per la gestione del Bosco in Città, che scade fra pochi giorni! E’ una decisione politica. Italia Nostra fa costare poco il parco perché ha una gestione “naturalistica”. Ha recuperato oltre 110 ettari di verde dal 1974, è un’Associazione culturale che a Milano ha valorizzato e letteralmente bonificato le nostre aree. La sua gestione è una gestione che lascia fare la natura. Qui trovate un articolo di Repubblica che ne parla: http://www.greg.it/bosco_in_citta/files/articolo_repubblica_-_bosco_in_citta.pdf

Qui invece, trovate la petizione che vi prego di firmarehttp://www.greg.it/bosco_in_citta/

Avrei preferito suggerirvi un link apartitico ma tant’è, questa volta, per chi ha a cuore la sopravvivenza di un parco così importante a questi costi (bassissimi) per i cittadini, è davvero fondamentale partecipare.

Vi ringrazio con largo anticipo e… vado a firmare, sia il compromesso che la petizione. Vi racconterò al ritorno.

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12 thoughts on “Petizione e compromesso: delitto e castigo

  1. anche io ho compiuto un po’ tutti i passaggi al contrario: prima ci siamo messi assieme (ovviamente, anzi, forse no. anzi no.), poi abbiamo avuto tre figlie, poi siamo andati a vivere assieme, dopodichè mi sono trovata un lavoro, e infine ci siamo lasciati prima di sposarci. :)

  2. bosco in città.. chissà, magari ova è arrivata perchè le è piaciuto il passeggino doppio che ho portato al vostro matrimonio.. sì! il catafalco a 4 ruote! l’ho messo sotto al naso del patato e gli ho detto: magari lo userete anche voi!! forse ova si è sentita chiamata in causa!
    …. ho firmato e condiviso il link.. ho firmato dando il mio nome e cognome .. ai VERDI! capisci?!? l’ho fatto per te, per il patato, per l’anello con le spade, e per quelli che hanno reso bosco in città così magico!

  3. la petizione l’ho firmata anche io.
    d’altra parte, sono Ashannita anche FG.

    In bocca al lupo per il resto, Hold On!

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