Mr Freud e le gaffes

A completamento delle innumerevoli qualità che mia madre e mio padre hanno donato al mio corredo cromosomico, ho ereditato un’abilità irraggiungibile ai più in questioni di risultato: quella di fare gaffes (trad. dal francese: figure di merda).

Per avventatezza: io ero quella che all’oratorio guardava i ragazzi che giocavano a calcio con un paio di amichette nuove e dicevo: “Guarda che figo il numero 10! Oddio oddio oddio oddio oddio oddio oddio oddio oddiooooooooo che figo, non ci credo ma chi è? Non l’ho mai visto!” E una delle due rispondeva. “E’ il mio ragazzo…”.

Per ingenuità: quando avevo circa 12 anni un ragazzo portò alla mia amica Valentina un regalo per mettere un carico alla già estenuante corte. Ma alla mia amica Valentina (corteggiatissima) questo ragazzo non piaceva proprio e, rifiutando il regalo, per non farlo rimanere troppo male, gli disse: “Sai, non rimanerci male, io i regali in genere non li accetto mai dai ragazzi, non è perché sei tu. Vero LaLaiza?”

E io, che in quel momento pensavo solo a quante nuvole ci sono in cielo e al fatto che mi mancavano le Barbie nella mia vita di pre-adolescente: “Eh? Quali altri regali? Io non mi ricordo mica altri regali”

Calcio di Valentina a laLaiza.

“Ma Vale ma sei scema? Perché mi prendi a calci?

Sguardo del tipo incazzato (con Vale), sguardo di Vale tra l’incazzato e il rassegnato (a me).

Per noncuranza: mare, anni 19/20 circa, in compagnia con noi c’è un ragazzo di Torino affetto da nanismo. Passa un tamarro abbronzatissimo in tanga dorato (non scherzo, in Sicilia se ne vedono diversi). Io lo guardo e rido ed esordisco a voce alta: “Ora mancano i nani e le ballerine e il cast è completo!“. L’amico torinese mi guarda e mi risponde: “Il nano lo avete già”. Ups!

… … …

Ora, non so voi, Freud diceva che le gaffes, i lapsus e tutti gli atti mancati sono manifestazioni prorompenti di un inconscio che emerge nel mondo conscio di una persona.

Cito dal sito di mediazione familiare, il capitolo dedicato a zio Sigmund:

“…i lapsus, gli errori che facciamo nel pronunciare o nello scrivere un nome, le gaffes, le distrazioni, la perdita di oggetti, tutti i cosiddetti atti mancati, cioè atti che facciamo normalmente ma che non riusciamo a compiere perché interviene qualche errore. In realtà, questi atti non sono davvero mancati, ma raggiungono un loro scopo; non si tratta però dello scopo cosciente del loro autore, ma di uno scopo inconscio.”

Quindi invito le mie colleghe psicodinamiche a comprendere lo scopo inconscio dell’imbarazzante, inspiegabile situazione in cui ho fatto una figura di merda enorme e colossale che entrerà negli annali delle figure di merda.

Quadretto: circa un mese fa riunione presso una nota agenzia di comunicazione dove io e la mia simpatica e tenera comare nonché collega Zia Cacina Rondinella, stavamo discutendo con la titolare e la sua socia che qui chiamerò Belladonna (la titolare) e Occhigrandi (la socia) sulle modalità di collaborazione che il duo Codi-Rondinella, che si occupano di radio, avrebbe attuato con il duo Belladonna-Occhigrandi, che si occupano di stampa e tv.

Tale estrogenica table ronde, si svolgeva mentre Psycho, che mi ero portata dietro, cercava di affrescare con un pennarello che avevo portato da casa, il parquet sotto il tavolo della sala riunioni, disegnando mostri che vomitano vomito. Di tanto in tanto, quindi, mi partiva una pedata che cercava di disarmare l’animale sotto il tavolo, tentando di non rompergli le dita delle mani.

Alla fine della riunione, bella densa, per rilassarci, cominciamo zabettare di giornalisti di nostra conoscenza e quando si parla di giornalisti (soprattutto se musicali), in genere cala una cappa di amarezza in me. Riviste musicali morte. Giornalisti disoccupati. Riciclo in altri campi, spesso poco consoni.

Detto questo, Belladonna mi chiede notizie di un giornalista che tutte quante con grande amore ci ricordiamo, un direttore di varie riviste musicali di discreto successo che attualmente, per un gioco di strani investimenti da parte dell’editore, hanno chiuso.

Lui, che chiamerò Monsieur M è un uomo con due occhi verdi che ti fanno sognare. Un uomo tutto d’un pezzo, uno che ha il rock in circolo fin nel pancreas, uno che la cultura musicale la ciucciava dal biberon da piccolo e che ora se la beve a colazione, insieme all’ovo maltina. E’ il prototipo positivo del giornalista musicale.

Monsieur M sa tutto, ma proprio tutto, sul rock. Sia quello nuovo, indie, che quello vecchio.

Monsieur M quando parla di musica, tu sbavi.

Ricordo che Monsieur M, qualche anno fa che ero ancora in Sony, mi chiese di fare la copertina dei Foo Fighters prima che io stessa, discografica, sapessi che usciva il disco in Italia. Lui lo sapeva, lui sa anche quante volte piscia al giorno Dave Grohl e in che high school va la figlia (cassa) di Kurt Cobain.

So che sono pregi culturali che ad occhi comuni possono sembrare inutilità da esaltati ma vi assicuro che quando lo si conosce, Monsieur M, con la sua flemma e la sua faccia sorniona, il suo stakanovismo a senso unico, il suo effetto lo fa sempre. Sia postivo che negativo.

Monsieur M, infatti, da quando gli hanno chiuso le sue riviste, si sta cimentando nella ricerca di un editore che le faccia riaprire e non fa molto di più. E’ un uomo a senso unico, del resto.

Detto questo io esordisco, ormai in piedi, intorno al tavolo riunioni: “Eh, che dirti, Belladonna, l’ho sentito di recente ma non mi è sembrato felice, certo che, Monsieur M si è un po’ fissato con le sue riviste, potrebbe anche provare a fare altro, non so, con la cultura che ha potrebbe per esempio mettersi sulla piazza come autore… “ E mentre dico questo, mi viene in mente un altro giornalista, molto più giovane, con cui ho avuto sempre un ottimo rapporto, simpatico e collaborativo, in possesso di un quarto dello charme da maledetto di Monsieur M ma dalla gran capacità pragmatica e che qui chiamerò Mister Ciaccolo.

Il Mister Ciaccolo, che non è in possesso della stessa cultura musicale di Monsieur M, si è saputo vendere benissimo proprio in nome della sua versatilità e del suo “so di tutto un po’” e ha portato avanti collaborazioni con chiunque, anche testate importanti, ha fatto da autore per alcune trasmissioni televisive ed è attualmente direttore di un maschile di discreto successo.

Insomma, nulla di male in tutto questo, anzi. Un’ottima capacità di far valere quel che si sa fare. Tanto di guadagnato per lui.

Continuo a parlare e, con fare sprezzante, dico: “Certo che, nel riciclo dei ruoli, se c’è stato posto per Mister Ciaccolo, ci sarà ben posto per Monsieur M”.

Belladonna ride: “Sì, Mister Ciaccolo che tra l’altro è il fidanzato di Occhigrandi! vero Occhigrandi?”

Gelo.

Occhigrandi è rossa e fa un sorrisetto di circostanza… io aziono immediatamente il piano B, l’opzione che in gergo io definisco “scavati la fossa da sola”. Continuo:

“Eh sì, su, non negherete che lui si è saputo rivalutare in molte situazioni, si è saputo vendere è stato bravissimissimissimo!” ecc ecc con cazzate finte di questo tipo mentre  intorno al tavolo arriva quello che io chiamo “il bailame da gaffes” : tutte iniziano a parlare con volume aumentato, come a voler aumentare gli effetti di una gioia ed euforia che, all’atto pratico sono l’antitesi delle emozioni che girano in quel momento a causa dell’enorme figura di merda che ho fatto. Belladonna con volume di voce impressionante sottolinea il concetto: “Ceeeeerrrto, sì, non si è fossilizzato come Monsieur! E’ stato ecco, in gamba!” e San Cacina Rondinella, che per il tono di voce poteva anche sembrare una cantante lirica che interpreta il Barbiere di Siviglia cerca di distrarre la fidanzata Ciaccola Occhigrandi dal fuoco della figuraccia dicendo: “Oooooh, maddaiiiii, Ciaccolo è il tuo fidanzato? Ma allora conosci anche Caciuppo, il suo amico! E anche Pacarrito, l’altro suo amico! E i suoi collaboratori: Pelocchio e Frosistacco! Vero? Ma pensa quanto è piccolo il mondo! Paciocco è l’ex della mia amica Fara, quella che adesso ha fatto la figlia con un altro!” risate finte sforzate di Occhigrandi.

Io, dentro di me, volevo che la terra mi inghiottisse. Ma perché poi ho usato quel tono verso Ciaccolo che, povero Cristo, mi sta anche simpatico, con cui ho fatto un sacco di articoli interessanti, al quale sono andata incontro una miriade di volte e viceversa? Perché?

Era da una vita che non facevo una figura di merca così: ho sentito i fiumi di cacca della gioventù scorrere nuovamente nelle mie vene, riportandomi ad imbarazzanti emozioni che credevo perse per via dell’aumentata, anche se di poco, saggezza.

Abbiamo salutato le due e appena fuori dalla porta, Cacina Rondinella mi guarda e inizia a ridere: “Ma da dove ti è uscita? Certo, che sfiga! Ma proprio la sua fidanzata doveva essere? Ma che figura di merda hai fatto? Ma hai visto che performance che ho fatto io per deviare il discorso? Non sono stata bravissima?”

Cacina Rondinella era stata effettivamente sublime.

Ma ora io mi domando, secondo il codice interpretativo freuidiano, che parte del mio inconscio marcio ha fatto emergere questa gaffe? Che funzione ha adempiuto?

La parte della deficiente che alberga in me indisturbata? O dell’avventata rimbambita senza speranza?

Spero tanto che la signora Ciaccolo non si sia offesa, tanto meno Mister Ciaccolo quando lei, sicuramente, gli avrà raccontato quello che la serpe sottoscritta ha detto.

Ma voi, di figure così da scavare e nascondervi, ne fate?

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12 thoughts on “Mr Freud e le gaffes

  1. Ehm sì mia cara, sei in buona compagnia. Ti racconto l’ultimo episodio successo: l’anno scorso ho chiesto alla mamma di una piccola compagna del Nido della Ciopola (che comunque conoscevo da tempo) se per caso la su prominente pancetta fosse sintomo di una nuova gravidanza! … in effetti lei è stata molto carina e piuttosto che mandarmi a quel paese (lo avrei meritato), si è pubblicamente afflitta dell’adipe in eccesso…avrei voluto essere inghiottita da una voragine.
    Ho deciso che non affronterò più certi argomenti (anche quando vedrò pance grosse come cocomeri!), ma chissà quali altre sorprese la mia testa è pronta a giocarmi…..

    • Ahahahahahahh oddio, questa è classica! Bellissima! Povera te! lei avrà l’adipe in eccesso ma tu hai una fossa ideale dove avresti voluto essere seppellita!!! :-D
      Oddio, questa tua me ne ha fatta venire in mente un’altra mia STORICA: mare, Sicilia, incontro una ragazza che faceva la modella e che ha trovato fortuna a New York. Terminata la carriera, a 35 anni circa, torna in Sicilia, si sposa e fa una bambina. Lei me la indica: “Vedi? E’ quella con il costume rosso”.
      Mi volto e vedo due bambine che giocano con le onde: una grassa da fare paura, bruttissima con un costume arancio scuro che si intravedeva malapena tra i rotolini. L’altra, un fuscello, carina da matti, un due pezzi rosso. Le dico: “E’ quella vicino al bidone?” E lei: “No, è il bidone”… hai parole?

  2. Oddio. Credo che quest’ultima le batta tutte.
    ” No. E’ il bidone…” Fantastica!

    Anche io ho una bella collezione di gaffes devo dire…
    Non conosco l’amica che ha commentato per prima, ma mi viene da pensare che certe cose capitino solo alle persone brillanti, e che non hanno paura di dire ciò che pensano.
    Pregi e difetti della cosa.
    E mi consolo.

  3. Da te ce lo aspettiamo, Annina! :P

    Ma sei in buona compagnia, fra le tue gaffes e le famose berlusconate di Sara, possiamo aprire un angolo di cabaret! *__*

  4. Ahahahaha oddio, leggo da qualche giorno il tuo blog (ma quanto scrivi bene?!) ma non avevo mai commentato. Ma non potevo non palesarmi dopo questa meravigliosa figura di merda! Su dai, consolati: a mio avviso, benché ora non bruci più perché è passata da tempo e perché non coinvolge contatti lavorativi, quella del bidone è un miliardo di volte peggio :D è meravigliosa!

    Io posso vantare solo quella della ciccia scambiata per un pancione… però per mia fortuna è stato con una sconosciuta, almeno: semplicemente, in tram mi sono alzata per far sedere la portatrice di questa pancia e lei invece di ringraziarmi mi ha fulminato con lo sguardo, allibita e furente! Ho ricordi foschi, ma credo di essere fuggita in fondo al tram cercando di nascondermi dietro ad altre persone per dare l’impressione che mi fossi alzata solo perché dovevo scendere :)

  5. bè come figure di merda ho le classiche chicche come chiedere ad un collega come sta sua moglie e che mi farebbe piacere tanto rivedere e scoprire che si è appena separato ufficialmente… etc etc
    ma sicuramente la situazione più comica che mi è capitata negli ultimi mesi è dovuta a “quel genio del tuo amico” (ovvero mio marito) che insieme ad un suo compare annoiandosi al lavoro hanno pensato bene di creare un curriculum falso con una serie di palesi evidenti cazzate (tipo esperienze lavorative: ballerina di lap dance e non aggiungo altro)….
    Questo curriculum è stato girato da un indirizzo falso alla mia attenzione, io non l’ho aperto e l’ho girato alla mia responsabile, che non lo ha aperto e lo ha girato anche lei….. puoi immaginare il risultato???
    quando si dice che la classe non è acqua ed io ho sposato un classico ommo de medda…. però quante risate !!!

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