Vodka Detox

Oggi sono davvero incazzata.

Il motivo è uno e uno solo: il Patato.

Quando mangia molto a pranzo (cioè quando andiamo da mia madre o dalla sua), il Patato si ripropone puntualmente di non cenare. E con questo, schifa quello che preparo.

Sarà che il signorino, un tempo aitante giovanotto cintura nera di Kung Fu che spaccava con una manata cinque mattoni in fila (l’ho visto con questi occhi, giuro), nuotatore nell’adolescenza con spalle di conseguenza, è oggi ridotto ad un cartoccio di se stesso e non muovendo più un muscolo e limitandosi a fare ragionare la testina quadrata da ingegnere, chissà, forse ha paura di ingrassare… forse vuole stare a dieta…

Ieri, per esempio, siamo andati da Er Brunen che ha fatto gli gnocchi.

E quando Er Brunen fa gli gnocchi, si salvi chi può.

Ne fa mille mila milioni divisi in tre categorie-vassoio: gnocchi al pesto (rigorosamente fatto da lei, con il basilico del suo orto ma non a Milano eh… in campagna, al Castello di Fabbrica Curone, altroché basilico bio!), gnocchi al ragù con carne e funghi (col sugo dei suoi pomodori coltivati da lei sempre nella campagna del tortonese) e gnocchi al gorgonzola (quello lo compra).

Poi, lei dice: “Visto che abbiamo mangiato solo gnocchi, adesso c’è solo verdura”.

Certo. “Solo” verdura.

Ci porta altri 9 vassoi con, nell’ordine: le rape rosse del suo orto che si sente che sono diverse da quelle comprate perché non ce n’è, hanno un altro gusto. Le zucchine, quelle piccole, le ultime che la pianta fa prima di essere sradicata e che fai le butti? Si recuperano, c’è gente che muore di fame e noi non si butta niente, poi, per chi ha sofferto la fame, si sa che cosa vuol dire una zucchinetta in più. Le patate, piccole, dolcissime, quelle con la buccia rossa che ha raccolto ieri. I fagiolini, anche loro, gli ultimi della stagione e così via con altre svariate specie di vegetali.

E dopo la verdura, sempre visto che non si è mangiato carne, per dolce una bella crostata con la marmellata delle prugne dell’albero della campagna (8 kili di marmellata).

Per poco che vuoi mangiare, almeno assaggiando tutto (Er Brunen reputa cattivissima educazione non assaggiare le cose), già esci di casa-nonni paterni che sei uno scaldabagno. In genere alla torta, mi ritraggo facendo la gnorri, inversa al sapore dolce come sono io. Ma al resto non si può proprio rinunciare.

Il Pata, invece, nuota felice in tutti i vassoi, stile idrovora, aspirando tutto ciò che può, come se non vedesse cibo da mesi. La torta, poi, è come se fosse sua, tutta. Le fette che mancano è come se le avesse concesse per gentilezza agli altri commensali…

Arriviamo a sera, quindi, che lui è ancora intasato dalla grande abbuffata e a cena, invece che mangiare, inizia a girare come un avvoltoio sulla testa mia e dei bambini che, invece, essendo mangiatori costanti non soggetti ad eccessi, arrivata una certa, il languore ci si fa presente.

Dopo il giro di ricognizione durante il quale guarda con disgusto la pasta/frittata/polpettone/risotto/pizza di turno, declama a gran voce una frase che, in genere, inizia indicando il suo bisogno del momento tipo: “Ho bisogno di stare leggero….” oppure “Non ho davvero fame…” o cose del tipo “Ho necessità di cose genuine…” e che termina con la delibera che invece è sempre la stessa: “Stasera mangio solo frutta!”.

Questo, in genere è un problema. E’ un problema perché lui è allergico praticamente a tutta la frutta tranne che all’alchechengi.

Quindi, quando deve mangiare la frutta, deve cuocerla e quando la cuoce fa delle schifezze inverosimili.

E’ celtico, mi dico, non può capire di roba di mangiare, di godimento del palato, del piacere dell’equilibrio dei sapori.

Può giusto capire di cinghiali o patate.

E infatti, in genere mette in una tazza capace mela, pera e i primi kiwi della stagione (d’estate cuoce pesche, albicocche, fichi e prugne) e li infila nel microonde.

Fa scoppiettare il contenuto all’inverosimile e poi si siede soddisfatto con il cucchiaio in mano e pesca dalla broda.

Stasera, mentre io e i bambini gustavamo una sopraffina frittata alla zucca accompagnata dal mio pane fatto in casa, la frase del patato per l’occasione è stata: “Ho bisogno di qualcosa di fresco e disintossicante…” E poi, prevedibile come un disco che salta: “Stasera mangio solo frutta”.

Nessuno di noi tre l’ha cagato. I bambini perché mangiavano, io perché avevo un principio di odio nei suoi confronti.

Si è messo ad armeggiare con mele, pere le solite cose che trova in fruttiera, armeggia col microonde, si siede con il pappone davanti e ci guarda con sguardo vacuo, come se stesse pensando a qualcosa, a un’opportunità, uno slancio creativo. Dopo un minuto di faccia scema, infatti, fa una cosa che era meglio non facesse: si alza e va verso il frigo. Apre il Freezer ed esce la bottiglia di vodka liscia.

Fa la doccia di vodka alla pappa di frutta (quella che doveva essere disintossicante e rinfrescante), la chiude, si alza e la rimette a posto.

Si risiede sotto il mio sguardo allibito.

E mangia. Tutto. Con gusto.

Ora, io dico, ma voi, di fronte ad una frittata di zucca con pane fragrante fatto in casa… preferireste la broda di frutta mista e vodka?

E poi, scusate, sono ignorante io o è universalmente riconosciuto che la vodka non è disintossicante?

A casa vostra, quando cucinate, i coinquilini che siano mariti, amanti, genitori, figli o bestie, mangiano quello che preparate con tanta dedizione o vi schifano?

Mi sto incazzando troppo per una facezia?

Ma soprattutto… dato che secondo me è una questione genetica e, oltretutto, gli uomini non cambiano… devo… (oddio non riesco, non ce la faccio… odio questa parola…) devo… (mmmhhh mi sento come Fonzie quando deve chiedere scusa)… devo… rassegnarmi allo stato di cose?

Help!

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18 thoughts on “Vodka Detox

  1. posso dirti solo che anche mio padre fa così, ma col vino. Mio padre è di origini milanesi…e mia madre fiorentina doc.
    Lei lo schifa da 30 anni netti!
    Ma lui non è cambiato…puoi solamente specificare a l’uomo che ti sta davanti che tì fa schifo il suo modus operandi, ma non puoi avere la certezza che lui non lo faccia solo perchè tu con tutta la calma che sei riuscita a trovare gli hai sbrobinato il tuo schifo!
    sob…

  2. già.. son d’accordo con quanto scritto da lamihasa..
    non mi stupisco (purtroppo..) e cmq da quel che vedo e sento, succede spesso (la frequenza è inversamente proporzionale agli anni di convivenza/matrimonio) che non venga data “soddisfazione” o peggio che venga schifato quanto preparato per i pasti..

  3. Io invece credo che dovremmo essere tolleranti: a volte può capitare di avere davanti il caviale e desiderare soltanto un panino del McDonald (sostituite pure al panino qualsiasi cosa indegna vi venga in mente). Inoltre l’uomo, più della donna-cuoca, è soggetto alla devastante tristezza di non ritrovare alcuni sapori dell’infanzia, alcune schifezze che magari la sua amata madre gli preparava (o gli concedeva di mangiare nonostante facessero schifo) con la condiscendenza che è propria solo delle madri. Essi dunque cercano, a volte, blande scuse (“Devo stare leggero…” è perfetta) per farsi dei pastrocchi allucinanti che ti viene il vomito solo a guardarli, ma che loro ritengono deliziosi.
    Annalisa, ringrazia il Signore che egli si limiti a farli per sé! A me capita che Rick si senta in vena di cucinare e si aspetti anche che gli si dica che è proprio buono, sennò il suo mondo fatato crolla!

  4. Io capisco perfettamente il punto di vista del marito, perché mi rivedo in lui!
    In gioventù, battevamo ogni record di magnata agli agriturismi, nessun cuoco riusciva a soddisfare la nostra voracità e alla sera, tornati a casa, si cenava come se niente fosse accaduto, con tutto quello che trovavamo in tavola.
    Poi d’un tratto è arrivata la vecchiezza, e da un giorno all’altro alla sera un senso di vuoto, una mancanza: niente fame. E’ terribile, perché è come il vuoto lasciato dalla gioventù che va via, che sfiorisce e ci lascia inermi sul divano, con la panza ancora piena e un’espressione di sgomento in volto; come potrò cenare, ora? Possibile che io, proprio io che ho fatto piangere la vecchia padrona per quanta soddisfazione le ho dato, possibile che non abbia fame?
    A questo punto la logica vorrebbe che non mangiassimo nulla, o al massimo qualcosa di leggero, di disintossicante per l’appunto. Ma solo l’idea di coricarci senza aver consumato il rituale della cena, o peggio ancora l’immagine di noi stessi chini su una pera cotta o su un piattino di insalata ci mette di fronte alla necessità di accettare l’inevitabile decadenza di noi stessi, necessità che sì dobbiamo affrontare prima o poi, anche se non sempre ne abbiamo la forza.
    Quindi per noi, in quel momento, non conta nulla la frittata buonissima né il fragrante pane fatto in casa, non è una questione di preferenza di gusti, potremmo essere i migliori sommelier al mondo; in quell’occasione solo una cosa conta: fronteggiare la mela cotta e combattere con l’accettazione che stiamo invecchiando. Nulla più.

    Per cui, cara Lalaiza, non incolpare il povero Patato di snobbare il tuo cibo, il suo problema in quel momento è tutt’altro. Non condannare la correzione alla Vodka, nella nostra battaglia non sempre usciamo vincitori, e a volte la tristezza ci assale, ci fa cadere, ci abbatte… e cediamo ancora una volta alla consolazione della Schifezza, che anche solo come placebo ma ci consente un’ultima volta di gridare: stasera non cedo alla vecchiezza!

  5. …il Patato…er Bruner…la Laiza bella …ma lo sai che oggi nn riesco a seguirti in questo tuo cinemone enogastronomico (e nn solo…) Sarà che sono reduce da notte brava alla Casa….139…suonavano miei amici (rock, molto bravi) Leez ribalto argomento…conosci la CASA 139….e bellissimo musica il ven sera….si ti voglio portare portare portareeeee bello posto!
    Torniamo a noi….sarò MOOOOLTO SINTETICA! DI UN QUADRATO NN SI PUO’ FARE UN CERCHIOOO FIGURATI UN ROMBO (cotto e stracotto)!

  6. Sì però.

    Frutta fresca di stagione leggermente scottata irrorato con un goccio di Elisir del Benessere slavo

    VERSUS

    Mestruo di gallina con ultimi residuati dell’orto quasi fuori stagione e miscuglio cotto elettricamente di farina, acqua e muffe.

    Mi pare evidente che il Pata ha scelto la soluzione più genuina, no?

  7. Mah.
    prevedo già un coro di BUU e di “il solito maschio” (sebbene, chi mi conosce lo sà, mi discosto spesso dallo standard maschile) però, io ripropongo sempre lo stile del “chissenefrega” nel senso buono del termine.

    Teoria:
    La teoria è semplice, se si cucina sapendo preventivamente che il partner non mangerà le medesime cose poiché [inserire motivo non necessariamente intelligente], si cucina per chi mangia. l’altro\a mangerà quel che gli pare. Produzione culinaria fatta amorevole o meno, preoccuparsi di queste cose causa a te e chi ti circonda solo inutili arrabbiatore. Take it easy. Per me l’importante è che l’altro sia contento, e se è contento di mangiare qualcosa che non sia qualcosa che ho preparato io che me frega.
    So che sembra un discorso estremamente maschilista, e lo sarebbe stato 10 anni fa ma io parlo anche da persona che ogni tanto cucina..o che almeno ci prova. (NO..non a casa con la mamma..a casa con la mamma entro in modalità ristorante..e prima che si alzi il coro del “ah beato te e ah viziato” comunico che dopo 26 anni che sono al ristorante..il solito ristorante, .mi sono stufato, voglio aprirmene uno io)

    Ognimodo, parlo di teorie e non di me, io spazzolo ogni cosa che mi capita davanti senza troppe moine sia che l’abbia fatto io sia che l’abbia preparato qualcun’altro, ameno che non sia il mio risotto alle Fragole..quello l’abbiamo buttato via.

    • Giacomino, io mica cucino per lui! Io cucino per me e i miei nani! Il mio problema è che mi schifo a gurdarlo, l’essere mi repelle. Mica mi offendo!
      E’ una semplice constatazione di schifo!
      Il mio è un malessere puramente estetico, poi lui si può ingollare tutto quello che vuole!
      Resta che taglia gli spaghetti (orrore!), fa scarpetta del sugo alla siciliana capperi e olive con le tartine burro e salmone avanzate dal giorno prima, e quando il condimento non è a suo dire sufficiente sulle pennette al ragù, apre il frigo, prende la passata di pomodoro fredda e cruda e la rovescia sulla pasta calda appena mantecata con il parmigiano.
      Che gioiaaaaaaaaa

      • TAGLIA GLI SPAGHETTI???
        No, no, ritiro tutto quello che ho detto sulla tolleranza. Infierisci pure, carissima Lisa. Ti sono vicina.

      • Ma…ma… no scusa, ritiro tutto anch’io! Non ci sono scuse, non ci sono motivazioni né comprensioni. C’è solo da infierire…

        …la passata fredda di frigo… gli spaghetti… tagliati.. no, non ce la faccio, la mia mente vacilla!

  8. la mia collega (americana) ha portato il pollo fatto in forno con maionese e pan grattato (si..maionese in forno) …
    non era male!
    poi che c’entra io mi stavo mangiando la mia trippa alla toscana con fagioli e pane alle noci..

    però..mangiare è uno dei pochi piaceri rimasti.. se lo fa felice…. (questo certo non lo solleva dagli sfottò generali..così come non solleva la mia collega dal ricevere ogni giorno una battuta sulla mayonese e il forno)

    • I tuoi commenti riappacificano Giacomo, resta che Cristiano è un bravo cristiano però è nervosetto, pigro un po’ rompicazzo, poco socievole e questo suo essere istiga in me un’anima da rompicoglioni che non hai idea.
      Del resto, mi dicono tutti e tutte che quando hai famiglia diventi rompicoglioni di default…
      Non è vero che gli uomini non cambiano… con il matrimonio PEGGIORANO!

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