Compleanno

Ieri era il mio 37° compleanno e al mio compleanno, i miei danno il meglio di loro stessi.

Ettorino (mio papà) e Letizietta (mia mamma) sono due uragani di caos.

Mia madre, ordinata fuori e caotica dentro, riesce a iniziare 80 discorsi, metterli in contraddizione tra di loro, litigare con se stessa, cambiare idea ogni 5 minuti, convincersi da sola che sta dicendo cazzate e poi chiudere la discussione parlando di ricette siciliane, dimenticandosi l’origine dell’eloquio.

Mio padre, caotico fuori e caotico dentro (e anche di lato, a pensarci bene), ha in realtà un ordine mentale lievemente più lineare di mia madre ma di un discorso si dimentica spesso da dove sia partito e, soprattutto, (sorprendentemente) si dimentica dell’identità della persona con cui sta parlando: mentre parla di lei con lei, quindi, inizia a parlarne in terza persona perché si distacca, evapora, si eleva dalla situazione e nizia a vagare nel suo inspiegabile e sconnesso mondo iperuranio.

Da piccola, spesso, mi chiamava Piero, come mio cugino.

E non se ne accorgeva neanche.

Una ferita alla mia femminilità che ancora adesso mi porto dietro e che, prima o poi, gli farò pagare: quando avrà bisogno di me perché non più autosufficiente, lo chiamerò Calogera, come mia nonna.

Quando si tratta di dire cavolate, però, lì viene fuori loro una vena pignola che neanche si potrebbe immaginare conoscendoli.

Dicevo, ieri era il mio 37° compleanno. Fortunatamente per me e la mia autostima, ho ancora amici e parenti che se ne fregano se ho figli (che pare che quando arrivano, diventi sacra e non sei più telefonabile da nessuno, nemmeno a casa!) chiamandomi al cell o mandandomi messaggi a qualsiasi ora.

Ieri, quindi, il telefono ha iniziato a squillare allegramente alle 8 del mattino e ha smesso la sera tardi, tra telefonate e messaggi e la cosa mi ha fatto un piacere immenso.

La prima voce, è quella di mia madre, come quando sono nata.

Alle 7 la chiamo per dirle che non posso fermarmi a pranzo perché dall’ambulatorio esco tardi e devo correre al San Paolo e lei commossa, a voce strascicata e felice, inizia:

“Amore miiiiiio picciridda…. A quest’ora eri nataaaa, com’eri bbella! Quasi 3 kg e mezzo! Sembravi un’indiana! Avevi la carnagione rossa! Una bella faccia rossa e tumefatta, tipo contadina sotto il sole”

Da sempre, i bambini rossi e tumefatti sotto il sole sono i più belli, è risaputo. Quando è nato Psycho era rugoso come Yoda di Guerre Stellari e mi sembrava un gioiellino… chissà com’ero bella io, purpurea.

“Avevi una calotta di capelli lunghisssssssssiiiimiiiiiiii luuuuuuuuuuunghi! Quando è arrivato tuo padre, dopo 3 ore e mezza che sei nata.. eh beh, certo, sei nata di mattina presto e lui è andato a dormire a casa, io sola come un cane, che soffrivo, che tempi che tempi…  ma erano i tempi eh… certo, lui avrebbe potuto anche rimanere, imporsi, anche se il medico gli diceva di andare, invece lui è andato… ma non è colpa sua eh? Certo, poteva anche rimanere, come nei film, a passeggiare dietro la porta, vederti subito, nei primi istanti di vita e invece, aveva sonno, lui, ai tempi i papà non potevano assistere al parto, lui però è andato e ha fatto bene, bastar… ehm, no scusa, ha fatto bene perché poverino, almeno lui si è riposato. Insomma, quando è arrivato tuo padre e ti ha vista ci è rimasto maaaaaaaaaleeeee ma mala male male!”.

Grazie, mamma.

“Era lì, che guardava da dietro il vetro e cercava qualche bambina che gli somigliasse un minimo, che avesse per esempio i capelli biondi o gli occhi azzurri, come lui… e poi quando gli hanno detto che eri tu lui è rimasto molto perplesso… “

Eh sì, così perplesso che avrà pensato che l’avevi tradito con un contadino maori, vero mamma?… Magari l’avessi tradito con un contadino maori, mamma! Forse adesso ne capiresti di più del mondo… e io avrei una casa in un altro continente, lontano da te!

“Comunque eri la gioia di tutte le infermiere, tu! Ti pettinavano! Pensa, appena nata, ti pettinavano, questi bei capelli lunghissimi e neri e poi eri soprattutto tranquilla, felice di essere al mondo… poi chissà com’è che… mah, chissà com’è successo che, insomma, adesso non sei molto tranquilla, chissà, come si cambia… chissà cosa fa trasformare le persone, io per esempio da piccola ero… e ora… invece sono… ma tu, più che altro, all’inizio eri brava ma davvero brava. Poi, boh? Che poi, io dico, non ti droghi, non giochi d’azzardo, quindi sei in gamba… però, questi cambiamenti, eri così buona…”

Dall’altro telefono, mio padre, come ogni anno, imbarazzato da questi discorsi, tossicchia…. e dopo aver cercato timidamente di contraddire le illazioni di mia madre (ma poi cosa vuoi contraddire? Si contraddice da sola!) mi dice: “Io ti ho mandato un messaggio, tanti auguri!” CLICK.

Attacco e tiro un sospiro di sollievo.

Il messaggio, precoce, tipo delle 6 del mattino, di mio padre, dice: “Buon 38° anno, piccola”.

Prima penso “Che tenero!”. Poi, rileggo e resto senza parole. Sta’ a vedere che ha sbagliato il conto… poi, invece, faccio mente locale alla sega mentale che da sempre abita il cervello di mia madre sul fatto che quando fai il compleanno, stai appunto compiendo, concludendo un anno e che quindi stai entrando nel successivo anno di vita.

Affonto la questione e rispondo: “Papà, ne compio 37. Comunque grazie!”.

Risposta, prevedibilissima, di mio padre: “E’ tutta colpa della mamma, è stata lei a dirmi di scrivere così e mi ha fatto cambiare all’ultimo minuto il 37 in 38”.

E te pareva. Me la vedo che dice: “Eh no, Ettore, Annalisa adesso sta entrando nel 38° anno e bisogna augurarle di trascorrerlo bene, il 37° è ormai passato”

Rispondo:

“Vi mangio vivi, ora ne ho 37 e al 38° anno ci penserò quando sarò vecchia”.

Risposta alla mia protesta:

“La mamma ha ragione: 1973-2010 sono 37 quindi sei entrata nel 38° anno”.

Ma io dico, tutta ‘sta pignoleria, non possono impiegarla, non so, in cose più utili?

Vabbé, anche il compleanno è andato, indolore.

E ora, spazio alle mie, di seghe mentali: domani è una giornata storica per la numerologia del mio cervellino di ex bambina tranquilla!

Domani, il 2° giorno dopo il compimento del mio 37° compleanno (3+7 =10) è il 20 – 10 – 2010.

Tanti auguri a me!

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15 thoughts on “Compleanno

  1. “Eh no, Ettore” mi sembra di sentirla…
    Come al solito, mi hai fatta scompisciare e i miei colleghi crepano di invidia e curiosità….

  2. bèh allora ho letto “in tempo” … èhèh tanti auguri a te tanti augurrriii a teeee.. per domani embèh sì cazzarola domani va (ri)festeggiato: è il tuo 3+7 [=10] esimo compleanno !! ohh ;)

    scusa per non averti mandato ‘st’anno il mio solito messaggiuzzo della mezza .. sorry, patonza
    *auguroni,bèdda! *A

    [come odio quella cosa del “ah,ma allora entri nel tuo -anno sucessivo-esimo di vita!! ” immancabile da parte di mia nonna ad ogni incontro per gli auguri …ti fa automaticamente “intristire” e appesantire il compleanno ‘azzarola! una sola cosa è peggiore o per lomeno + irritante: quelli che pur di farteli te li fanno tipo 3 gg prima o il giorno prima, dicono porti pure sfiga tra l’altro,a quello non ci credo dai, però è in effetti piuttosto antipatichino ecco. Anche se devo ammettere che c’era una mia “nonna” (mia Zia MariaGrazia- seconda moglie di mio nonno materno) che da sempre sosteneva che in realtà il rigoroso galateo prevede invece che gli auguri si debbano/possano fare il giorno prima…. mbàh?! .. come vedi ognuno c’ha le sue (di pignolerie), Banna.! già… e in fondo pèro posso dire che anche se per anni,sin da piccola, ho trovato davvero antipatica quella telefonata del giorno prima da parte di mia Zia Maria Grazia ora che purtroppo non è più con noi devo ammetere che negli ultimi 19 marzo un pò quasi mi manca quella telefonata h 19-19e30 precise.. e ci sorrido sempre un pò su.. ripensando con tenerezza a quell’ ardore con cui ad ogni ricorrenza ci teneva a convincerci tutti di quella “regola” e buona usanza.. ;) ]

    • Mah, in realtà in teoria quando auguri “Buon Compleanno” credo che si auguri di trascorrere una buona giornata nel giorno in cui si compie l’anno quindi la sera prima è sicuramente più attinente allo scopo che la sera stessa no?
      Ad ogni modo, me ne fotte na cippa, a me fanno sempre piacere!
      :-)
      Ciao Amblin chissà quando ci si vedrà.

  3. capito qui catapultata da altri blog in comune e mi intrometto: innanzitutto AUGURI! e poi complimenti, hai una scrittura piacevole e scorrevole, ti seguirò!

    Ciao

  4. Anch’io sono nuova e arrivo come WonderP attraverso il “passaparola” tra blog.
    Tantissimi auguri di buon compleanno, innanzi tutto. Nel racconto in cui descrivi i tuoi genitori che ti fanno gli auguri ho ritrovato molte caratteristiche comuni anche ai miei….un caos continuo e permanente!
    Insomma d’ora in poi mi farò un po’ gli affari tuoi, ma se vuoi puoi fare altrettanto leggendo di me.
    A presto!

  5. ahahahaahah dio se mi metti di buon umore! hai visto che ti procuro lettrici! vieni a leggere quel che sta capitando da me… e poi ti prego vediamoci che non se ne può piùùùùùùùùùù

  6. Toc-toc….
    Uff com’è difficile mettere un commento su un post.

    Soprattutto se il post risulta argutogenialesfavillante.

    E tu che lo leggi ne sei rimasta affascinata.

    Ma via, mi sono detta.
    Partiamo dal compleanno.
    Che
    1. degli auguri fanno sempre pacere
    2. sono nata un giorno prima della protagonista della storia – e, insomma, vorrà pur dire qualcosa, no? No? Davvero?

    Vabbè, fagnènte.
    Tanti auguri lo stesso.

    • uh! Grazie degli auguri!
      Ma lo sai che ho moltissime amiche nate un giorno prima di me? Tipo 3 (sono davvero un numero impressionante).
      Grazie anche per i complimenti, anche tu un invio di erounabravamamma?
      :-)
      Certo che… peccato che Paola non sia un medico di base, se foste pazienti sarei ricca!!!
      BENVENUTA!!
      A breve ricomincio a scrivere (periodaccio)

      • Uh sì.
        Vedi, intimorita da questa novità di commentare un post, ho lasciato a casa i convenevoli.

        Leggendo erounabravamamma che parlava dei disegni di psycho, son venuta a sbirciare pure diqquà.
        Piacere =P

        Ah.
        Siccome sono Sua Maestà della Pignoleria…
        Gli auguri sono per i 37 anni. Il 18 ottobre era il tuo COMPLEanno – ovvero gli anni compiuti ( = conclusi, finiti, terminati).
        Dillo se vuoi a LEtizietta.
        ;)

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